Oxford Economics: i lavoratori americani hanno perso 1.300 miliardi di reddito

22 Maggio 2020, di Alberto Battaglia

Negli Stati Uniti il colpo del coronavirus sul reddito dei lavoratori, che abbiano perso il lavoro o meno, è stato enorme. Lo indica il risultato di un sondaggio condotto dalla Society of Human Resource Management e Oxford Economics su un migliaio di professionisti delle risorse umane americani.

Secondo quanto si evince dalle risposte raccolte i lavoratori americani avrebbero perso complessivamente 1.300 miliardi di dollari in mancati redditi, dall’inizio della pandemia. Una cifra che si traduce a 8.900 dollari di danno economico per ciascun lavoratore.

Se è vero che gran parte della cifra si riferisce ai milioni di americani che, a causa del coronavirus e del blocco delle attività economiche, hanno perso il lavoro, una fetta consistente delle riduzioni di reddito hanno riguardato anche coloro che sono riusciti a mantenere il proprio impiego.
Il 20% della perdita, pari a 260 miliardi di dollari di mancati redditi, infatti, si riferisce a quei lavoratori che hanno accettato di ridursi lo stipendio o di lavorare meno ore. Pertanto “le sole perdite dei posti di lavoro costituiscono un rapporto incompleto dell’impatto del Covid-19 sui lavoratori” americani, afferma il report.

I dati che si evincono dal sondaggio sono “scioccanti”, ha affermato il ceo e presidente della Society for Human Resource Management, Johnny C. Taylor Jr, “nel giro di due settimane vedremo vedremo in rimbalzo positivo perché molte attività stanno aprendo proprio ora e vedremo un calo immediato della disoccupazione”, ha aggiunto a Komo News.
Per i lavoratori che riusciranno a ritrovare un impiego, però, potrebbe essere necessario accettare un ridimensionamento del salario percepito prima della crisi. Secondo una ricerca dello Urban Institute basata sui dati raccolti nel corso della Grande Recessione, in seguito a licenziamento gli statunitensi si sono resi disponibili ad accettare una riduzione nella retribuzione del 16%; percentuale che sale al 23% per i lavoratori di età compresa fra i 50 e i 61 anni.