Coronavirus: slittano alcune scadenze fiscali per tutti i contribuenti

3 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

L’emergenza coronavirus fa slittare alcune importanti scadenze fiscali valevoli per tutti i contribuenti su tutto il territorio nazionale. A stabilirlo il decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 53 del 2 marzo 2020, recante “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori, imprese e turismo a causa dell’emergenza epidemiologica da covid-19”.

Proroga modello 730

Nel dettaglio si prevede in primis la proroga dei termini per la presentazione del modello 730/2020 che da fine luglio slitta al 30 settembre. Assicurano i tecnici che comunque non ci sarà nessun ritardo sull’erogazione dei rimborsi in busta paga o nel cedolino dello stipendio che arriveranno nella prima retribuzione utile. Così chi presenterà il 730 a maggio si vedrà effettuare il conguaglio (a credito o a debito) nella retribuzione del cedolino giugno o, al massimo, in quello di luglio.

Come conseguenza della proroga della presentazione del modello 730, slitta anche quella del 730 precompilato che non sarà più disponibile dal 15 aprile ma dal 5 maggio.

Certificazione Unica

Slitta anche il termine per l’invio dei dati sui redditi che sono contenuti nella Certificazione unica che passa al 31 marzo. Slitta anche  il termine di trasmissione dei dati delle spese che danno diritto a detrazioni o deduzioni (dagli interessi passivi dei mutui alle rette di università e asili nido, dai premi assicurativi alle spese di ristrutturazioni sia su singole unità abitative sia condominiali) che dal 28 febbraio diventa il 31 marzo per il 2020.

Solo per i contribuenti delle zone rosse inoltre è stata decisa la sospensione per i pagamenti delle sanatorie fiscali. Slittano al 1° giugno le scadenze della rata della “rottamazione ter” e del “saldo e stralcio”, mentre sono sospesi, fino al 31 maggio, anche i termini di versamento delle cartelle di enti previdenziali e assicurativi di persone fisiche e imprese che, alla data del 21 febbraio 2020, avevano la residenza o la sede operativa in zona rossa.