Coronavirus: le reazioni dei mercati al decreto Italia zona protetta

10 Marzo 2020, di Alberto Battaglia

All’indomani dell’annuncio delle restrizioni ai movimenti delle persone in Lombardia e nelle province del Nord Italia più colpite dai contagi di coronavirus Piazza Affari, lunedì 9 marzo, aveva perso oltre il 10%.

La notizia, successiva di poche ore, dell’estensione dell’area arancione a tutto il territorio italiano avrebbe potuto moltiplicare il pessimismo degli investitori, ma Piazza Affari questa mattina (martedì 10 marzo) ha aperto in territorio positivo e al momento sta consolidando il rimbalzo (+3%).

Secondo quanto evidenziano gli analisti di Mps Capital Service “oggi si assiste ad un tentativo di rimbalzo dopo che Trump ha anticipato l’annuncio entro la giornata odierna di misure “significative” a supporto dell’economia. Da quest’altra parte dell’Atlantico, oggi è prevista una videoconferenza tra i leader UE per coordinarsi sulle modalità di risposta sanitaria, economica e di ricerca nei confronti del virus”.

La volatilità regna ancora incontrastata sui mercati ed è difficile interpretare movimenti bruschi e di ampia portata solo sulla base delle notizie che arrivano, via via, da governi, banche centrali e autorità sanitarie. Per il momento ci si può solo attenere alla cronaca dei fatti, illustrando come si sta evolvendo la situazione.

Paragonata a quella di ieri, la tensione sembra parzialmente ridimensionata: il Vix index, l’indice che misura la volatilità attesa dagli investitori nei prossimi 30 giorni, è sceso del 15,59% a quota 45,97. Ieri questo indicatore aveva raggiunto il suo secondo livello più alto di sempre; al momento resta su livelli elevatissimi, vicini al secondo picco della crisi finanziaria toccato nel febbraio 2009. Le borse asiatiche, che lunedì avevano chiuso la seduta con pesantissimi ribassi, hanno archiviato la giornata di oggi con recuperi abbastanza netti (lontani però dal colmare quanto perduto ieri): +1,8% Shanghai; +1,5% Hong Kong; +0,85% il Nikkei.

Rimbalza anche il petrolio, dopo il massiccio calo di ieri (fino al -30%) dovuto al mancato accordo dell’Opec+ su nuovi tagli alla produzione di greggio – che in questa fase di rallentamento della produzione economica avrebbero contribuito a sostenere i prezzi. Il barile Wti sta recuperando il 5% a 32,70 dollari.

Anche l’oro, che in questa fase di correzione sui mercati sta sperimentando un deciso rally, è rientrato dal picco toccato ieri (il bene rifugio per eccellenza ha toccato il livello più alto dal 2012): -0,78% a 1,661.44 dollari l’oncia.

Il commento degli analisti

Dopo il tracollo di ieri, gli analisti continuano a invitare alla prudenza (qui la view di Mohamed El-Erian). Date le incertezze sulle conseguenze del virus è difficile immaginare se la fase ribassista è destinata ad aumentare e per quanto tempo ancora. “Oggi è ancora troppo presto ritornare a investire nell’azionario”, ha commentato Marija Veitmane, multi asset class research senior strategist di State Street Global Markets, “l’economia europea si trova già in uno stato di debolezza, avendo già subito l’impatto della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina negli ultimi due anni, fattore che si riflette sul sentiment degli analisti in ambito azionario, che sempre più spesso rivedono al ribasso le prospettive sugli utili delle aziende europee. In questo contesto, gli investitori farebbero bene a prendere in considerazione l’ipotesi di sottopesare l’azionario europeo rispetto a quello degli Stati Uniti e dei paesi emergenti”.

Moderatamente ottimista il punto di vista di Amundi in questa fase. “Crediamo che i mercati siano passati da un eccesso di compiacenza ad un eccesso di pessimismo , scontando un periodo prolungato di crescita stagnante. Il nostro scenario centrale, invece, è quello di una battuta d’arresto temporanea, sebbene più prolungata rispetto a quanto ci aspettavamo un mese fa, seguita da una ripresa” Matteo Germano, Head of Multi-Asset e cio Italy di Amundi.

Per quanto riguarda le prospettive economiche per i prossimi mesi Amundi si aspetta che l’impatto sarà di “breve durata, tendenzialmente, prima metà del 2020”. Germano ha fatto presente che “un’epidemia di tale natura tipicamente non ha impatti né sul capitale umano né su quello fisico, posto che un adeguato mix di politiche di sostegno sia implementato. In altre parole, il potenziale di crescita di medio-lungo termine delle economie rimarrà intatto nella misura in cui verranno tempestivamente adottate politiche monetarie e fiscali espansive. Non appena l’epidemia si stabilizzerà, le economie globali rimbalzeranno (più probabilmente nel secondo semestre) e recupereranno parte del terreno perduto: lo shock lato offerta si riassorbirà e si manifesterà