Invesco, tre scenari per la ripresa Usa dopo il coronavirus

30 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

Formulare previsioni economiche non è mai stato difficile quanto in questo momento. L’andamento della pandemia, infatti è ancora avvolto da numerose incertezze che potrebbero avere enormi ricadute sull’andamento della produzione.
Il capo economista di Invesco, John Greenwood, ha provato a sintetizzare in tre distinti scenari l’andamento che potrebbe assumere l’economia nei prossimi mesi. L’analisi è basata, nel dettaglio, sull’economia statunitense anche se le linee guida dell’analisi sarebbe utilizzabili anche in un contesto più ampio.

“Gli interventi delle autorità fiscali e monetarie sono importanti, ma consideriamo cruciali i provvedimenti per salvaguardare la sanità pubblica e solo secondari quelli economici e finanziari”, ha dichiarato Greenwood mettendo come in questo momento sia soprattutto il contenimento del contagio il fattore determinante.

I tre scenari

  1. Nel principale scenario ipotizzato dal capo economista di Invesco, le autorità fiscali e monetarie continueranno a sostenere l’economia mondiale e la scoperta un vaccino contro il Covid-19 richiederà da 12 a 18 mesi. Con queste premesse il Pil statunitense diminuirebbe del 35% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Tuttavia quando infine il coronavirus sarà stato debellato probabilmente interverrà una ripresa relativamente vigorosa, che col sostegno di strategie monetarie espansive e di interventi provvisori dei governi riporterà l’attività economica ai livelli precedenti, prevede Greewood.
  2. Nell’ipotesi più ottimistica la pandemia del Covid-19 viene messa in conto una risoluzione più rapida dell’epidemia. Dopo la prima ondata di contagi non se verificherebbe, dunque, una seconda. La velocità con la quale l’economia tornerebbe ai livelli precedenti, pertanto sarebbe superiore rispetto a quella ipotizzata nel primo scenario.
  3. Il terzo scenario, infine, è quello più difficile e meno probabile secondo Greenwood. In quest’ultimo caso la pandemia del Covid-19 si protrarrebbe molto più a lungo di un anno. Nel secondo trimestre il Pil reale potrebbe cedere oltre il 50% annuo destagionalizzato, protraendosi per più trimestri in uno scenario di blocco prolungato dell’economia reale. “Ma il fattore veramente importante non sono tanto i dati stimati della ripresa di trimestre in trimestre, quanto piuttosto la sua ‘forma’ generale”, precisa Greenwood.

In ogni caso, una volta debellato il virus, gli allentamenti monetari operati dalle banche centrali metterebbero l’economia nella condizione di accelerare la fase di ripresa: “Questi incrementi del potenziale potere d’acquisto e l’allentamento delle restrizioni imposte alle attività personali dovrebbero imprimere forte slancio a una ripresa sostenuta della crescita economica, purché si riesca a debellare il Covid-19”, ha affermato il capo economista di Invesco.