Coronavirus: perché è meglio non tenere ferma troppa liquidità

25 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

L’articolo fa parte di un lungo dossier dedicato al coronavirus pubblicato sul numero di marzo del magazine Wall Street Italia

La piena emergenza da coronavirus che stiamo oggi vivendo impatta su molti settori che riguardano la nostra vita, dalla salute al lavoro fino ovviamente anche all’economia.

Tra i vari aspetti da considerare vi è quello che riguarda i nostri risparmi. Limitato l’impatto che il coronavirus avrà sulle banche italiane secondo Moodys’ che vede poche ripercussioni se non per le banche più piccole e radicate sul territorio sempre che la pandemia abbia durata limitata.
Ma la domanda principale è che si chiedono oggi i correntisti è se per compensare la minore marginalità, le banche si rifaranno sui clienti alzando i costi legati alla tenuta del conto corrente.

Come sottolinea il consulente Antonello Cincotta, in momenti come quelli che stiamo vivendo, di grande incertezza, l’emotività la fa da padrone e con essa la tendenza a lasciare liquidità ferma sul conto corrente che potrebbe aumentare.

Per tale ragione è importante spiegare al proprio cliente i meccanismi del mercato, avvalendosi di dati e statistiche che allarghino lo sguardo su un orizzonte temporale di lungo periodo. Da qui suggerirei un impiego graduale e diversificato del capitale, ricordando che anche la liquidità ferma sul conto è soggetta a rischi come inflazione, patrimonio, ecc. Non dimenticare inoltre di tenere sotto controllo i costi legati al conto per valutare u eventuale cambio qualora le condizioni diventassero più onerose e comunque meno favorevoli.