Coronavirus: borse ancora in rosso. La previsione di Goldman Sachs

18 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

Ennesima giornata difficile per Piazza Affari e le altre piazze finanziarie in preda all’emergenza sanitaria scatenata dal nuovo coronavirus. La maglia nera al momento se la aggiudica Parigi che segna una flessione del 5,7%, seguita da Francoforte e Londra, rispettivamente a -5,5% e -5 per cento.

Piazza Affari segna al momento un ribasso del 2,5% con lo spread in lieve calo a quota 292 punti base.  Dopo un’apertura in rosso, continua a girare in negativo Wall Street con l’indice S&P 500 che segna un -5,51%, – 4,28% per il Nasdaq e più pesante, -6,03% per il Dow Jones Industrial Average.
Il tutto mentre negli States i casi accertati di contagio da Covid-19 sono 6.496 e si sono registrati già 114 decessi.

Mercati al ribasso: la previsione di Goldman Sachs

Ma quanto ancora dovranno scendere i mercati finanziari mondiali a causa del coronavirus si chiede  report David Kostin, chief equity strategist di Goldman Sachs.

 “Prima di rivedere le luce, i mercati dovranno probabilmente subire un altro 25% di perdite (…) l’indice S&P 500 finirà il 2020 a 3.200 punti, con un aumento del 60% rispetto al punto di minimo stimato intorno ai 2.000 punti”.

L’analisi della banca d’affari americana mette in luce come il mercato rialzista più lungo della storia si è concluso con la pandemia da coronavirus, e lo S&P 500 in poche sedute ha perso il 20%, al di sotto dei massimo toccati il 19 febbraio. Un crollo velocissimo, a causa del contagio da coronavirus, con uno shock finanziario e sanitario senza precedenti che avrà inevitabilmente delle ripercussioni nei prossimi mesi.

Gli analisti della banca d’affari americana prevedono che l’indice S&P 500 perda un altro 26%, totalizzando così un calo del -41% dallo scoppio del coronavirus e dal livello record di 3.386 punti, raggiunto un mese fa. I mercati orso guidati dagli eventi sono generalmente seguiti da forti rimbalzi – si legge nel report – e prevediamo che l’S&P 500 finirà il 2020 a quota 3.200”, ossia con un aumento del 60%.