Conte come Draghi: “Euro irrinunciabile, è la nostra moneta”

2 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

L’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Tenta di gettare acqua sul fuoco il premier Giuseppe Conte dopo le parole di Claudio Borghi, Presidente della Commissione Bilancio al Senato che in un certo senso pare aver messo nuovamente in dubbio l’appartenenza dell’Italia alla moneta unica.

 “Sono veramente convinto che l’Italia risolverebbe la maggior parte dei suoi problemi se avesse la propria moneta“.

Così Borghi in un’intervista radiofonica. Il governo italiano è già sotto i riflettori del mercato e gli investitori attendono i dettagli dei suoi piani di spesa per il 2019. Il governo ha dichiarato giovedì scorso che adotterà le principali misure  promesse in vista delle elezioni politiche e che dovrebbero portare il deficit dell’anno prossimo al 2,4% del PIL. La cifra del deficit ha portato ad una reazione negativa del mercato, ma anche ad alcuni commenti negativi da parte delle istituzioni europee.

“Penso che il governo italiano debba dire la verità agli italiani, che c’è più spesa pubblica che può renderla più popolare per un po’ di tempo ma poi chi paga alla fine?.

Così il commissario Ue Pierre Moscovici. Il vicepremier Luigi di Maio che ha accusato l’UE di “creare terrorismo sui mercati” sconvolgendo deliberatamente i mercati finanziari con i suoi commenti. Oggi su Facebook il commento di Conte.

“L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione Europea e dell’Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo: l’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di governo. Stiamo ultimando i dettagli di una manovra seria e coraggiosa, volta a sostenere la crescita nel segno dello sviluppo sostenibile e dell’equità sociale”

Domani, mercoledì 3 ottobre, il testo della legge inizierà il suo iter di discussione alla Camera in vista del 15 ottobre, data ultima per la presentazione alla Commissione Europea.