Consulenza, la raccolta delle reti supera i 33 miliardi di euro, secondo miglior risultato di sempre

2 Novembre 2022, di Alessandra Caparello

Cresce a settembre la raccolta delle reti di consulenza, che segna 2,8 miliardi di euro: in crescita del 76,3% su base mensile e del 6,5% su base annua. Lo rende noto Assoreti, l’Associazione delle Società per la Consulenza agli Investimenti, secondo cui il 51% dei volumi di raccolta coinvolge gli strumenti finanziari amministrati sui quali confluiscono 1,4 miliardi di euro; il bilancio mensile è positivo anche per i prodotti del risparmio gestito (615 milioni) e per la liquidità posizionata su conti correnti e depositi (745 milioni).

La raccolta delle reti di consulenza in Italia

Da inizio anno, dice l’associazione, la raccolta netta raggiunge i 33,2 miliardi di euro, rappresentando il secondo migliore risultato di sempre realizzato nei primi nove mesi. Anche a settembre si conferma la crescita del numero dei clienti che si attesta così a 4,918 milioni (+14 mila unità mese su mese).  Circa l’87% della raccolta realizzata sul comparto coinvolge le gestioni patrimoniali individuali; il bilancio mensile, positivo per 533 milioni di euro, è riconducibile esclusivamente ai flussi netti di investimento sulle gestioni mobiliari (639 milioni) che compensano ampiamente le uscite nette realizzate sulle gestioni in fondi (-106 milioni).

La distribuzione diretta di quote di fondi comuni aperti si traduce in un saldo negativo pari a 326 milioni di euro; il deflusso di risorse coinvolge, nel complesso, dice Assoreti, tutte le categorie di investimento con l’esclusione dei fondi azionari sui quali la raccolta netta è positiva per 371 milioni. Il bilancio mensile dei fondi chiusi mobiliari risulta, invece, positivo per 227 milioni di euro. I versamenti netti realizzati su polizze assicurative e prodotti previdenziali ammontano a 181 milioni; gli investimenti in polizze unit-linked (229 milioni) e polizze multiramo (43 milioni) compensano i deflussi dalle polizze vita tradizionali (-163 milioni).

Il mese di settembre vede, pertanto, un contributo mensile al sistema degli Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, che assume valore negativo per 127 milioni di euro, rappresentando il 4,8% delle uscite totali registrate dall’intera industria dei fondi (-2,6 miliardi). Da inizio anno, quindi, l’apporto delle reti si attesta a 10,4 miliardi e rappresenta l’89,9% della raccolta netta realizzata dal sistema fondi (11,6 miliardi). Nell’ambito del comparto amministrato le scelte di investimento privilegiano i titoli di Stato (1,1 miliardi), i certificate (253 milioni) e gli strumenti del mercato monetario (277 milioni); nel complesso il bilancio è negativo per i titoli azionari (-466 milioni). Marco Tofanelli, segretario generale dell’Associazione ha dichiarato:

“Si conferma l’attitudine all’investimento dei risparmi in strumenti finanziari. In un contesto congiunturale caratterizzato dalla forte instabilità dei mercati, la ricerca di soluzioni di investimento nell’ambito dei prodotti amministrati rappresenta certamente un’alternativa adeguata nell’intento di proteggere, nel breve periodo, il portafoglio dei clienti”.

Tra le società che segnano la raccolta netta più forte troviamo il gruppo Fideraum Ispb, che ha raccolto oltre 1,1 miliardi di euro (nonostante una raccolta negativa per 32 milioni in ambito gestito). In seconda posizione di Fineco, con apporti netti superiori ai 445 milioni. Terzo gradino del podio per Azimut, con oltre 388 milioni di euro.

 

Alessandra Caparello | Wall Street Italia