Consulente finanziario: le 7 domande da fare prima di sceglierlo

19 Luglio 2019, di Alberto Battaglia

Scegliere il consulente finanziario non è un compito facile. L’ex stockbroker, ricercatore e fondatore del Camarda Wealth Advisory Group, Jeff Camarda, ha riassunto in pochi punti quali sono gli interrogativi da porsi (e da porre) per chiarire se il consulente che abbiamo di fronte sarà un vero alleato del risparmio.

  1. Mette te al primo posto o se stesso? “E’ qualcosa che il cliente ha davvero bisogno di capire, chiedendo anche assicurazioni scritte”, ha scritto Camarda, “molti consulenti sembrano essere dalla tua parte, anche dopo che i coltelli delle commissioni nascoste sono venuti fuori”.
  2. Quanto è esperto? Sono altamente qualificati e istruiti nella pianificazione patrimoniale? Sono esperti di tasse per conservare la tua ricchezza? Per comprendere in modo agevole le competenze del consulente esistono diversi certificati: ad esempio quella CFP (Certified financial planner) o le certificazioni rilascate dall’Efpa.
  3. Il compenso è definito in modo chiaro ed equo? Secondo Camarda non si può escludere a priori che un modello di compenso basato sulle commissioni possa essere onesto e privo di conflitti d’interesse. Tuttavia l’esperto ritiene preferibile il compenso fee-based, in cui il pagamento del consulente avviene sulla base di una tariffa concordata fra le parti.
  4. Offre consulenza e pianificazione di qualità o solo prodotti?
  5. Quanto sono profondi o evidenti i conflitti di interesse? Secondo Camarda le situazioni che espongono a conflitti d’interesse sono soprattutto due: A) “il consulente non ha l’obbligo di metterti al primo posto e può fare legalmente tanti soldi grazie a te – a tue spese. B) Il consulente spinge i prodotti più redditizi su di te per massimizzare il proprio compenso, spesso su richiesta o del loro datore di lavoro.
  6. Esistono precedenti disciplinari, multe, sospensioni, reclami o altri episodi di cattiva condotta? “ Fortunatamente per i consulenti in titoli gli episodi registrati di cattiva condotta come i reclami dei clienti , multe, sospensioni sono informazioni pubbliche e puoi consultarle”.
  7. Ha qualche rispettabile riconoscimento di eccellenza emesso da parti terze? “Mentre le classifiche”best advisor” e cose del genere sono tutt’altro che perfette, possono almeno darti un punto di partenza. Per esempio, io o la mia azienda siamo stati riconosciuti da Barrons e Forbes con in voto BBB”.