Consob, nuovo regolamento su operazioni con parti correlate

12 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – La Consob ha approvato oggi il regolamento sulle operazioni con parti correlate. Al termine di una duplice consultazione pubblica la Commissione ha adottato la nuova normativa, che disciplina le operazioni delle società quotate e degli emittenti azioni diffuse con i soggetti in potenziale conflitto d’interesse, tra cui azionisti di riferimento o di controllo, amministratori, sindaci e alti dirigenti, inclusi i loro stretti familiari. A monte del regolamento, si legge in una nota Consob, c’è un chiaro indirizzo del Parlamento, che con la riforma del diritto societario (art. 2391-bis del codice civile) ha espresso la volontà di intervenire sulla materia, affidando a Consob, in quanto Autorità di vigilanza e regolamentazione dei mercati finanziari, il compito di definire i principi generali della normativa, al fine di “assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate”. L’intento primario della disciplina è quello di rafforzare la tutela degli azionisti di minoranza e degli altri portatori di interessi attraverso il contrasto di eventuali abusi, che possono scaturire nelle operazioni in potenziale conflitto d’interesse effettuate con parti correlate (tra queste, a mero titolo di esempio, fusioni, acquisizioni, dismissioni, aumenti di capitale riservati). Punti cardine del regolamento sono: a) il rafforzamento del ruolo degli amministratori indipendenti in tutte le fasi del processo decisionale sulle operazioni con parti correlate; b) il regime di trasparenza. Per la nozione di “operazioni con parti correlate” la disciplina fa riferimento ai principi contabili internazionali attualmente in vigore, in particolare allo Ias 24, come adottati dall’Unione Europea. Per la nozione di “amministratori indipendenti” la disciplina richiede quanto meno i requisiti previsti dal testo unico della finanza (art. 148) e, per le società che aderiscano al codice di autodisciplina, i requisiti più stringenti del codice stesso. Il regolamento distingue le operazioni con parti correlate secondo un criterio dimensionale, in base al quale sono modulati il ruolo degli amministratori indipendenti e la trasparenza. (segue)