Consob chiede alle società di calcio di migliorare informativa

4 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – La Consob, in considerazione delle specifiche peculiarità delle società di calcio, con una raccomandazione del 1° ottobre 2010, ha individuato alcune aree di miglioramento dell’informativa da rendere al mercato da parte delle società calcistiche quotate, con particolare riferimento ai compensi per gli intermediari ed i calciatori. La raccomandazione, che integra il contenuto della precedente nota del 9 dicembre 2002, non introduce obblighi normativi ulteriori rispetto all’attuale disciplina, ma richiama l’attenzione delle società di calcio quotate ad una puntuale applicazione dei principi contabili internazionali Ias/Ifrs nella redazione dei documenti contabili. In particolare, è stata riscontrata la possibilità di una migliore informativa circa i criteri di contabilizzazione seguiti nel caso in cui i contratti stipulati dalla società calcistica con gli intermediari prevedano che il pagamento del corrispettivo a favore di questi ultimi sia soggetto ad alcune condizioni, quali ad esempio la permanenza del calciatore presso la società (“contratti con compensi condizionati”) ovvero nel caso in cui i contratti in esame non prevedano tale condizione (“contratti con compensi non condizionati”). Si è, inoltre, rilevata l’opportunità di integrare l’informativa delle società calcistiche quotate in merito al trattamento contabile dei compensi variabili eventualmente previsti nei contratti sottoscritti con i calciatori, tenuto conto sia della rilevanza che tali compensi possono assumere, sia del maggiore ricorso a tali previsioni contrattuali riscontrato nell’attuale prassi operativa. Infine, la Commissione ha ribadito la necessità che le società usino la massima prudenza nel rilasciare dichiarazioni in relazione alle trattative di calcio-mercato, tenendo conto che il preannuncio al mercato di notizie riguardanti accordi vari, che non siano ancora sufficientemente definiti, è utile solo nel caso in cui sia necessario garantire la parità informativa. Al di fuori di tale contesto, comunicazioni di questa natura possono alterare il regolare funzionamento del mercato.