CONSIP: archiviazione per Renzi padre, rischia processo ex ministro Lotti

29 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Dopo quasi due anni, la Procura di Roma ha chiuso un filone di indagini sul caso Consip che hanno visto al banco degli indagati il padre dell’ex premier Matteo Renzi, Tiziano, mentre rischia il processo l’ex ministro per lo Sport Luca Lotti.

I giudizi romani hanno provveduto con l’archiviazione nei confronti di Tiziano Renzi, accusato di traffico di influenze in uno dei filoni dell’inchiesta.  Rischiano invece il processo figure di primo piano della politica e dell’esercito, come l’ex ministro dello Sport Luca Lotti (favoreggiamento), l’ex comandante generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette (rivelazione di segreto d’ufficio) e il generale dell’Arma Emanuele Saltalamacchia (favoreggiamento). Procedimento in vista anche per l’imprenditore Carlo Russo (millantato credito), Filippo Vannoni (favoreggiamento) e per l’ex maggiore del Noe, Gian Paolo Scafarto (rivelazione del segreto e falso), accusati anche di depistaggio assieme all’ex colonnello dell’Arma, Alessandro Sessa.

L’inchiesta partì nel 2016 quando l’ex AD di Consip, Luigi Marroni, riferì ai magistrati di aver saputo dall’ex ministro Lotti e dal generale Saltalamacchia che era in corso un’indagine sulla società inducendolo così a far bonificare il suo ufficio dalle microspie messe dai Carabinieri del Noe.

Lotti avrebbe rivelato all’epoca ad di Consip, Marroni, l’esistenza di una indagine penale che riguardava organi apicali passati e presenti di quella società e in particolare una attività di intercettazione telefonica su una utenza in suo uso.

Così si legge nelle carte di Pm. Cosa centra Tiziano Renzi? Il suo nome lo aveva fatto l’imprenditore Russo che avrebbe garantito a Romeo, millantando, di potere arrivare all’ex ad Marroni anche per il tramite di Tiziano Renzi per fare ottenere all’imprenditore napoletano stabili vantaggi nell’aggiudicazione a favore della Romeo Gestioni spa delle procedure di evidenza pubblica indetta dalla Consip. A tal fine Romeo prometteva ulteriori utilità a Russo nella misura di 5mila euro ogni due mesi per lo stesso e 30mila euro al mese asseritamente destinati a Renzi. Il padre di Matteo Renzi, Tiziano, venne accusato di aver fatto pressioni sui vertici di Consip per favorire un socio in affari.
Ma secondo i controlli dei pm di Roma” i carabinieri che hanno seguito le indagini per conto di Woodcock, avrebbero manipolato le prove in loro possesso per incastrare Matteo Renzi e suo papà”.