Confindustria francese: “TAV si deve fare per competere con Usa e Cina”

28 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Nessun braccio di ferro ma sforzi comuni per far crescere l’industria. Così sul Corriere della Sera  Geoffroy Roux de Bézieux, 56 anni, presidente del Medef (la Confindustria francese) che alla vigilia del secondo Forum economico franco-italiano che si apre oggi a Versailles, si fa portavoce del mondo imprenditoriale francese e italiano affermando che “le querelle di ego tra i politici non ci interessano”.

“Vogliamo unire le nostre forze per competere con i nostri veri concorrenti, che non sono in Europa ma in Cina e negli Stati Uniti”. Il riferimento è per esempio all gruppo cinese dei treni CRRC, un colosso da 30 miliardi di fatturato.

“È assurdo dal punto di vista economico pensare che due Paesi di oltre 60 milioni di abitanti e una demografia debole abbiano la forza di pesare da soli o addirittura in competizione l’uno contro l’altro”. “Da imprenditore sprecare energia nelle dispute tra europei è un grande errore che rischia di accelerare il nostro declino. Alla fine dobbiamo pensare alla ricchezza e alla prosperità dei nostri Paesi”.

Bocciatura Alstom-Siemens, “diritto a concorrenza obsoleto”

Tra Italia e Francia, dice il numero uno della Confindustria francese, molte cose funzionano bene, eppure si può fare ancora meglio.

“dovremmo uscire dalla logica dei francesi predatori e degli italiani che ci invadono con i loro prodotti (…) Il vero punto è questo: riusciamo a creare campioni europei in grado di competere a livello internazionale? Ci dispiace molto per la bocciatura di Bruxelles sulla fusione Alstom-Siemens, perché viene applicato un diritto della concorrenza ormai obsoleto. Se Bruxelles nei prossimi mesi bocciasse l’accordo Fincantieri-Stx non lo capirei, perché la concorrenza è con gli armatori coreani e cinesi, non tra attori europei”.

E sulla Tav, Geoffroy Roux de Bézieux si dice a favore spiegandone le ragioni.

Abbiamo bisogno di un’Europa che sia un vero mercato unico, con regole comuni e con infrastrutture indispensabili. Prendiamo l’esempio del tunnel sotto la Manica tra Francia e Inghilterra: ha moltiplicato gli scambi, il 25% dei beni importati dall’Inghilterra passano dal tunnel. Quell’opera ha provocato le stesse discussioni interminabili, cominciate sotto Napoleone, ma è stata una scommessa vinta. Noi e Confindustria sosteniamo la Tav. Se le perplessità riguardano la spesa di denaro pubblico, io credo si debba risparmiare sulle spese di funzionamento della macchina statale ma non sugli investimenti per le infrastrutture, che sono indispensabili.