Confesercenti, lotta a criminalità e fisco più leggero

6 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Cinque mosse per rilanciare l’Italia, ma non solo. Nella consueta assemblea annuale Confesercenti ha parlato anche di altri argomenti necessari al rafforzamento e alla stabilità dell’economia italiana, tra cui la lotta all’abusivismo e nuove misure fiscali per incentivare soprattutto le piccole realtà aziendali. La lotta all’abusivismo, spiega la Confederazione, va attuata intensificando l’azione di contrasto contro quella evasione totale dovuta all’abusivismo che è molto diffuso e si manifesta in maniera particolarmente invasiva nel Sud. Giudizio positivo per il piano triennale per liberare il lavoro dalle illegalità annunciato dal Ministro Sacconi. Per quanto riguarda le misure fiscali per la crescita, Confesercenti afferma che eventuali benefici sui conti pubblici vanno trasferiti ai contribuenti che dovranno comunque essere garantiti da un tetto complessivo al prelievo imposto come avviene in Francia con il bouclier fiscal. Giudicato positiva la proposta Pd di innalzare la franchigia Irap per le Pmi. Il regime dei minimi, afferma inoltre, va portato dai 30mila euro attuali ai 50mila per semplificare la vita ad oltre un milione di micro imprese, le più provate dalla crisi. In particolare sono state individiate tre azioni per evitare la chiusura delle PMI dei centri urbani: 1. Abbattere tributi locali e tariffe, molto aumentati, che penalizzano pesantemente le Pmi. 2. Esentare da ogni obbligo formale quelle imprese che operano nei piccoli comuni dove assicurano servizi indispensabili e sono a rischio scomparsa. 3. Incentivare e favorire la messa in rete delle attività commerciali, sia attraverso specifiche scelte societarie, sia tramite la costituzione dei centri commerciali naturali. Confesercenti invita poi alla prudenza sulle modifiche all’art. 41. E’ giusto favorire una robusta semplificazione degli adempimenti, si legge nella relazione, “ma non vogliamo dare il via libera alle grandi strutture commerciali che già hanno invaso l’Italia producendo uno tsunami economico e sociale.” Tra gli altri argomenti presi in esame, la Confederazione punta il dito sul turismo. Inserire questo settore fra le vere priorità della politica economica con interventi mirati: abbattere l’Iva, sciogliere il nodo del commissariamento dell’Enit, organizzare un efficace Portale, favorire gli investimenti per dotare le strutture turistiche di servizi sempre più moderni e richiesti. Va inoltre agevolato l’accesso al credito ed incentivata l’acquisizione della proprietà degli immobili che in gran parte dei casi non è degli imprenditori. Confcommercio ha poi parlato di misure incisive per difendere il lavoro e creare nuove opportunità per i giovani da attuare riconoscendo il ruolo fondamentale delle Pmi nel mercato del lavoro che si deve esprimere anche attraverso una flessibilità che riconosca la loro peculiarità. Proseguire sulla via di interventi di detassazione e decontribuzione per favorire nuova occupazione. Favorire l’autoimprenditorialità, il ruolo della formazione, il raccordo scuola-impresa attraverso l’apprendistato. Snellire il contenzioso nell’interesse di lavoratori ed imprenditori. Altro punto fondamentale: agire contro la criminalità, . Tre obiettivi chiari soprattutto per ridurre l’infiltrazione mafiosa e camorristica nelle regioni meridionali: zero pizzo, zero abusivi, zero burocrazia. In questo senso il pacchetto sicurezza è un passo avanti, si legge nella relazione. E’ essenziale un monitoraggio sempre più mirato della espansione della criminalità organizzata nei settori dell’economia. Cresce la minaccia nell’agro-alimentare e nel turismo. E cresce soprattutto quella dell’usura con le vittime che in questo periodo di crisi sono passate da 160 mila ad oltre 200 mila ed un giro di affari per gli usurai di circa 20 miliardi di euro.