Condizionatore, quanto costa in bolletta con l’arrivo del caldo

18 Maggio 2022, di Mariangela Tessa

Con la bella stagione alle porte, i consumatori iniziano a temere l’impennata dei costi delle bollette causato dall’uso del condizionatore. Per arginare il problema, il 21 aprile il Senato ha dato il via libera al Decreto Bollette, con una serie di aiuti e “sconti” per alleggerire i costi di luce e gas che famiglie e imprese devono sopportare.

Il problema però rimane. Secondo i dati Istat circa il 70% delle spese energetiche delle famiglie riguarda il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici. Per il riscaldamento, una famiglia su due (il 50,3%) ricorre al gas e il 18,3 utilizza l’energia elettrica. La spesa per quest’ultima nel 2019 è stata pari a 47,31 euro al mese a famiglia, pari al 34% della spesa energetica complessiva.

Quanto indice sul totale l’utilizzo dei condizionatori? Secondo un’indagine di Otovo, specialista nell’installazione di pannelli solari, il condizionatore è l’elettrodomestico che in media presenta i consumi più alti, con un consumo di 450 Kwh all’anno. Considerando che ad oggi il consumo di ogni Kilowatt pesa 0,256 euro nelle tasche, si arriva a una spesa media per famiglia di 120 euro.
Giusto per dare un paragone: un grande elettrodomestico come un frigorifero di classe A , attivo 24 ore su 24 (il condizionatore in media solo 6 ore) e 7 giorni su 7 consumerebbe 305 Kwh. E questo supponendo che l’energia non continui ad aumentare.

In generale, la grossa differenza, in termini di costi, la fa il tipo di consumo energetico (si va dalla A, per quello più efficiente alla G, per il meno) e il suo utilizzo. Va da sé infatti che più si spinge in basso la temperatura e più si consuma. Ma anche in casa di avere, un climatizzatore di classe A, può fare la differenza.

Condizionatore, i parametri da considerare all’acquisto

Per risparmiare in bolletta e diminuire il dispendio di energia, è bene considerare due parametri tecnici: la classe energetica e i BTU. La prima è una classificazione che si applica ai grandi elettrodomestici. In base a quando sono stati prodotti, la classe energetica dei dispositivi elettrici cambia. Ad oggi, i più moderni rientrano nella categoria A++ che identifica gli apparecchi a basso consumo energetico e basso impatto ambientale. BTU, invece, è un’unità di misura utilizzata per valutare la capacità di raffreddamento dei condizionatori. Questa misura deve essere direttamente proporzionale alla metratura della stanza dove verrà collocato il condizionatore. Più grande è la stanza, più il BTU deve essere grande.

L’operazione termostato

Intanto, dal 1 maggio 2022 (fino al 31 marzo 2023) prenderà il via la cosiddetta ‘operazione termostato’, un emendamento al decreto Bollette che prevede di tenere i condizionatori, in tutti gli edifici pubblici, a una temperatura non inferiore ai 27 gradi, con tolleranza di due gradi.
In inverno invece i riscaldamenti dovranno tararsi a 19 gradi, anche qui con massimo due gradi di tolleranza. In caso di violazione delle regole sono previste multe dai 500 ai 3 mila euro. Un sacrificio che mira a ridurre i consumi di metano per 4 miliardi di metri cubi.
Tutto gas che si può stoccare e conservare per non trovarsi scoperti in inverno.