Condannata la “cricca” del G8: 3 anni e 8 mesi a Balducci e De Santis

1 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La “cricca” condannata dal tribunale di Roma. Finisce così il processo a carico dei componenti del gruppo che avrebbe gestito in modo illecito gli appalti per i grandi eventi. La prima sezione penale di Roma ha inflitto tre anni e 8 mesi di reclusione ad Angelo Balducci, ex presidente del provveditorato ai lavori pubblici, e Fabio De Santis, ex provveditore delle opere pubbliche della Toscana.

I giudici di piazzale Clodio hanno, inoltre, deciso le condanne a 2 anni e 8 mesi per l’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli, l’imprenditore che rideva la notte del terremoto all’Aquila, e a 2 anni per Riccardo Fusi. Per quest’ultimo la pena e’ stata sospesa. Il tribunale, che ha riconosciuto a tutti le attenuanti generiche, ha inoltre stabilito per Balducci e De Santis l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.

La “cricca” era accusata di concorso in corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d’ufficio nell’ambito del processo sulle presunte irregolarita’ nell’appalto della scuola Marescialli di Firenze. Erano quattro i fatti al centro del procedimento romano avvenuti tra il febbraio 2008 e la primavera del 2009 tra Firenze e Roma.

ROMA – Secondo la procura, Balducci e De Santis hanno avuto in questa vicenda una condotta “grave e allarmante” alla luce, soprattutto, “del ruolo che i due hanno rivestito nell’amministrazione dello Stato”. Cosi’ come “grave” e’ l’episodio corruttivo “inserito in una vicenda ancora piu’ grave, la piu’ grossa degli ultimi anni, quella che riguardanti i lavori dei Grandi Eventi”.

Nella sua requisitoria il pm Roberto Felici parlo’, riferendosi alla condotta dei condannati, come “della pi- grande opera di corruzione degli ultimi 50 anni”. Secondo l’impianto accusatorio, che i pm hanno in parte ereditato dai colleghi toscani, De Santis, insieme a Balducci, in occasione delle opere straordinarie programmate per la celebrazione dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia, avrebbe cercato di pilotare l’appalto per la costruzione della caserma in favore di Fusi, ex presidente della Btp.

La società aveva in effetti vinto la gara, anche se poi era stata estromessa, e in cambio De Santis avrebbe ottenuto la nomina a provveditore delle opere pubbliche della Toscana. All’ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici e a De Santis, finiti entrambi in carcere nel 2010, la procura contestava di avere accettato, con la mediazione di De Vito Piscicelli “la promessa della corresponsione di una somma di denaro da parte di Riccardo Fusi e altri, per compiere atti contrari al loro dovere d’ufficio”.
(RaiNews24)