Commodities: speculatori aumentano le puntate per un rialzo dei prezzi

9 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro l’anno si è aperto all’insegna dell’allargamento degli spread non solo dei periferici ma anche di alcuni paesi AAA come Francia ed Austria, in conseguenza anche della difficile situazione ungherese.

L’agenzia di rating Fitch ha ridotto il rating dell’Ungheria a BB+ da BBB-, lasciando l’outlook negativo. Il primo ministro ungherese Orban ha dichiarato che il paese è pronto ad aprire negoziati con il Fmi senza precondizioni.

Nell’incontro tra Monti e Sarkozy di venerdì è emerso un sostanziale allineamento della posizione italiana rispetto a quella francese, ad eccezione del tema della tassazione delle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax) con Parigi favorevole all’introduzione unilaterale già entro febbraio, a fronte invece di una posizione tedesca ed italiana a favore di una partenza concordata a livello Ue. La posizione Uk è invece di netta opposizione a meno di un’applicazione contestuale su scala globale.

Importante sarà la conferenza stampa successiva alla riunione di oggi di Merkel e Sarkozy. La settimana si presenta densa di appuntamenti.

Dopo l’incontro Merkel/Sarkozy, sarà la volta di Monti che vedrà la Cancelliera a Berlino mercoledì, mentre la Troika si recherà in Grecia il 15 gennaio, per discutere del rilascio della prossima tranche, ma anche per definire al meglio il secondo piano di salvataggio.

Gli incontri continueranno anche la prossima settimana con quello di Monti/Cameron il 18 e Merkel, Sarkozy e Monti in Italia il 20, importanti in vista della riunione dell’Eurogruppo del 23 gennaio e del consiglio europeo del 30 gennaio.

Sotto osservazione anche il Belgio. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, la Commissione europea avrebbe respinto la proposta di budget belga del 2012 a causa di previsioni troppo ottimistiche sulla crescita.

Da segnalare le dichiarazioni di Knot, presidente della banca centrale olandese, più aperto all’ipotesi di un maggior interventismo Bce dichiarando: ” credo che più denaro sarà necessario e impiegheremo il tempo per convincere i nostri colleghi tedeschi”.

Sul fronte delle aste l’appuntamento più importante sarà giovedì e venerdì quando in Italia saranno emessi Bot ad un anno e Btp a 3 ed eventualmente Bot a 3 mesi e titoli a 15/30 anni.

Giovedì sono attese aste anche in Spagna.

Sul fronte macro segnaliamo il forte calo degli ordinativi tedeschi di novembre, penalizzati soprattutto dal calo degli ordini da parte dei paesi extra area Euro.

Negli Usa l’anno si è aperto con tassi decennali ancora sotto il 2%, a fronte di un board della Fed che, dopo la consueta rotazione di quattro presidenti regionali, si presenta più allineato sulle posizioni di Bernanke, che non ha mai escluso la possibilità di un terzo piano di acquisto di asset.

Negli ultimi giorni, a favore di tale tesi si sono espressi sia Dudley (presidente Fed New York) sia Williams (attuale presidente Fed San Francisco nonché neo-membro votante). Il tallone di Achille dell’economia Usa appare essere ancora il settore immobiliare.

Non a caso Bernanke la scorsa settimana ha inviato un paper di ben 26 pagine al Congresso con il titolo “The U.S. Housing Market: Current Conditions and Policy Considerations”, in cui vengono sollecitate una serie di azioni governative per supportare i mutuatari in difficoltà.

Sul fronte macro i dati sul mercato del lavoro sono risultati migliori delle attese ma non hanno sortito un impatto positivo sul mercato.

Da oggi parte la stagione delle trimestrali con i dati di Alcoa.

Valute: euro in deciso deprezzamento nella prima settimana di contrattazioni con il cross che si trova in prossimità dei minimi da settembre 2010 in area 1,27. La valuta unica non è riuscita nella fase di recupero che ci aspettavamo per fine anno. Due possono essere i fattori: da un lato i dati macro migliori delle attese degli Usa, dall’altro un notevole incremento dell’attivo della Bce dopo l’operazione a 3 anni dello scorso 21 dicembre a fronte di un bilancio Fed fermo dallo scorso giugno. Per le prossime sedute reputiamo probabile un recupero rapido di area 1,30 visto il nuovo record delle posizioni corte degli speculatori ed i segnali di inversione che arrivano dagli indicatori c.d. Risk Reversal calcolati tramite le volatilità su opzioni.

L’euro perde terreno anche nei confronti dello yen con il cross calato ai minimi da 11 anni in una giornata caratterizzata dalla festività in Giappone. Questa settimana il supporto si colloca a 97, la resistenza a 100.

Il dollaro/yen trova la resistenza presso 77,40, mentre il supporto a 76,30.

Segnaliamo che, secondo la Cftc, gli speculatori hanno fortemente incrementato le posizioni che puntano ad un apprezzamento dello yen vs dollaro la scorsa settimana, portandole in prossimità dei massimi storici.

Materie Prime: venerdì si è assistito ad un andamento misto tra gli energetici. In forte rialzo il gas naturale (+2,8%), mentre è leggermente calato il Wti (-0,3%). Lieve rialzo per il Brent (+0,3%) che stamani si colloca poco sotto i 114$/barile. Andamento misto anche per gli agricoli.

Positivi i metalli industriali, ad eccezione del piombo (-2,3%), in calo i preziosi. Secondo la Cftc, gli speculatori hanno aumentato le posizioni nette che puntano ad un rialzo dei prezzi delle commodity portandole ai massimi da 7 settimane.

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