Come proteggere i propri risparmi dall’inflazione

15 Aprile 2022, di Alessandra Caparello

L’inflazione continua a mordere. Gli ultimi dati del Dipartimento del lavoro americano hanno reso noto che l’indice dei prezzi al consumo, che misura un ampio paniere di beni e servizi, è salito dell’8,5% su base annua e +1,2% su base mensile contro attese per un +1,1%, il livello più alto mai raggiunto dal 1981, ai tempi dei primi giorni dell’amministrazione Reagan. E i guadagni reali, nonostante l’aumento del 5,6% da marzo 2021, non sono riusciti a tenere il passo con l’aumento dei prezzi.

L’aumento dei prezzi al consumo sta rendendo sempre più difficile gestire il costo della vita, quindi non è mai stato così importante come oggi comprendere i modi migliori per proteggere i propri risparmi. L’emittente Cnbc pubblica alcuni consigli per capire come proteggere al meglio il denaro da mettere da parte.

Inflazione, non mettere i soldi da parte per troppo tempo

Secondo Laith Khalaf, esperto di AJ Bell,  è importante capire innanzitutto che il denaro perderebbe parte del suo potere di acquisto se tenuto fermo e liquido in contanti.

Come poco tempo fa ha reso noto Gimme5 difatti, lasciando il denaro sui conti correnti, l’inflazione porterebbe a una perdita del -18% nei prossimi 10 anni, portando il valore reale della liquidità degli italiani a 1.491,6 miliardi. Investendo il denaro, invece, il capitale raggiungerebbe un importo dal valore reale di 2.878,8 miliardi, pari al PIL del Regno Unito, con un guadagno del +93% rispetto al patrimonio eroso dall’inflazione.

Secondo l’analista, per chi ha bisogno di tenere del denaro in contanti, la miglior cosa da fare oggi è guardarsi intorno per trovare un conto deposito con il miglior tasso possibile. Occhio però ai conti deposito a termine fisso che bloccano il denaro per lunghi periodi di tempo, considerando che i tassi sono destinati a salire da qui in poi. “Quello che non vuoi fare è bloccare i tuoi soldi per cinque anni, per esempio, ai tassi di oggi, e poi sei mesi, 12 mesi dopo, guardi i tassi e dici ‘oh mio Dio, sono saliti moltissimo'”, ha spiegato Khalaf.

Fondi vs. stock picking?

Allo stesso modo, Simon Goldthorpe di Beaufort Financial, ha sottolineato che mentre è “raccomandabile mantenere una certa quantità di ricchezza in contanti per le emergenze, in particolare alla luce dell’aumento del costo della vita, tutto ciò che va oltre dovrebbe essere lavorato di più”, essendo investito per esempio. Quindi in sostanza sì ai soldi da parte per i tempi bui ma è sempre bene dedicare una parte all’investimento.

Secondo Goldthorpe, gli investitori dovrebbero assicurarsi che il loro portafoglio sia diversificato, con denaro detenuto in investimenti che possono rendere bene in un ambiente inflazionistico. L’esperto ha aggiunto che i risparmiatori dovrebbero concentrarsi su quali sono i loro obiettivi a lungo termine quando investono, sottolineando che “gli aggiustamenti agli investimenti quando il paesaggio cambia, sono parte del processo, ma attenersi ad uno stesso corso, ad una stessa direzione, darà benefici significativi”.

Un altro esperto, Myron Jobson, analista senior di finanza personale presso Interactive Investor, investire nel mercato azionario è una buona opzione per i risparmiatori che mettono da parte i loro soldi per cinque anni o più. Khalaf ha  raccomandato di investire in fondi, al fine di garantire la diversificazione. Se un risparmiatore però fosse desideroso di fare un po’ di stock picking, il consiglio è di mettere tre quarti del denaro che si vuole investire in fondi e poi investire in alcune singole aziende con il restante 25%.  Usando questo metodo si avrebbe quel “nucleo di diversificazione e anche se ci sono un paio di aziende che falliscono all’interno di quello che hai scelto, tutto ciò non avrà un effetto enormemente dannoso sul tuo patrimonio complessivo”.

Da ultimo, rimanendo in tema inflazione, per chi investe, può risultare molto utile seguire le indicazioni di chi di affari se ne intende. Parliamo di Warren Buffett, il miliardario ultraottantenne, anche conosciuto come l’oracolo di Ohama che in una lettera del 1981 agli azionisti, ha evidenziato due caratteristiche che aiutano le aziende a prosperare in mezzo a un’inflazione elevata: la capacità di aumentare i prezzi facilmente e la capacità di assumere più affari senza dover spendere troppo.