Come leggere i mercati secondo Pramerica SGR

12 Febbraio 2019, di Alessandro Chiatto

Il 2019 sarà un anno complicato per i mercati finanziari e a ribadirlo è anche Pramerica SGR, durante l’incontro con la stampa organizzato all’hotel Westin’ Palace: “Il 2019 sarà un anno in cui le masse saranno più basse del 2018, dato che l’effetto di mercato si farà sentire. Lanceremo una strategia ESG, per essere sostenibili dobbiamo esserlo noi in prima persona, non possiamo chiederlo soltanto ai clienti“, ha spiegato Andrea Ghidoni (nella foto), amministratore delegato e direttore generale della società.

I “CRUCCI” DEL MERCATO L’attenzione sarà focalizzata sulle elezioni  europee di maggio: “La politica ha assunto un ruolo più rilevante negli anni – spiega Fabrizio Fiorini, responsabile degli investimenti e vice direttore generale di Pramerica SGR -; non penso che sia un elemento di particolare disturbo. Si dovrà distinguere tra i partiti populisti e quelli antieuropeisti, già proiettare ciò che è successo in Italia in Europa è una forzatura. La Germania, per esempio, ha dato un risultato diverso, con il partito dei Verdi che non è certo antieuropeista. Quindi, l’Italia non è un cantiere dell’Europa. Secondo aspetto: la vittoria di un partito populista non vuol dire la vittoria di un partito antieuropeista. Terzo aspetto: nel momento in cui aumenta la pressione per un utilizzo della leva fiscale potrebbe essere, a tendere, un aspetto favorevole per l’Europa“. Sul fronte delle banche centrali, è evidente che l’Europa per poter proseguire nel suo cammino economico abbia bisogno di uno stimolo fiscale: “Il ruolo della politica monetaria – prosegue – deve essere di accompagnamento. È molto importante che la Bce con le sue azioni non funga da freno dal punto di vista fiscale. Lo stimolo fiscale è l’unico che può andare ad agire su un gap tra l’Europa e il resto del Mondo. La politica monetaria può facilitare questo percorso: la liquidità deve diventare più importante dei tassi d’interesse”. Per quanto riguarda le banche europee, una nuova Tltro potrebbe essere un buon volano: “Senza, ci sarebbe un drenaggio di liquidità che non è l’obiettivo della Bce, con le banche che dovrebbero reperire liquidità drenando dal sistema. Un Tltro 3 è l’unica misura possibile per lasciare la liquidità nel sistema e per facilitare il percorso di ripresa economica in atto. L’inflazione sta salendo, il prezzo del petrolio è sceso e quindi sono tutti elementi favorevoli a una nuova Tltro“. Il 2019 sarà anche l’anno del passaggio di testimone di Mario Draghi alla guida della Bce: “Non ci preoccupa e, peraltro, penso lascerà qualcosa all’Europa, come fece Bernanke con il tapering prima della Yellen. Il Tltro potrebbe essere il suo lascito“.