Come il cartello dell’oro manipola i mercati

22 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Focus Money, un magazine di finanza tedesco con una tiratura superiore alle 100 mila copie, ha pubblicato un articolo approfondito corredato di grafici sul tema della manipolazione dei mercati dell’oro. A muovere le marionette tirando i fili sono spesso le banche centrali, il cui obiettivo è quello di “preservare il proprio potere”.

È stato per esempio il caso del calo del prezzo dell’oro di 60 dollari l’oncia in soli due giorni di tempo nell’autunno del 2016. “Le vendite sono state accompagnate dalle dichiarazioni di tre delle principali banche centrali al mondo”. Bill Murphy, direttore del GATA, lo aveva già spiegato nel 2012, quando il prezzo dell’oro crollò bruscamente.

“Si è trattato di un attacco del – come lo chiamiamo noi – cartello d’oro“. “Una volta il prezzo dell’oro ha perso 25 dollari sul Comex in appena un minuto”.

Dalla primavera del 2013 a oggi, “l’esempio più visibile dell’azione concertata lo si è avuto nella metà di aprile di quattro anni fa, quando sono state spostate 2.000 tonnellate di oro nella forma di contratti derivati e metalli preziosi. Il prezzo ha perso circa 200 unità in due giorni a 1.350 dollari l’oncia”.

E quello che le banche centrali fanno su larga scala, dice il report, “lo fanno anche da anni le banche commerciali, sebbene su scala ridotta. Gli istituti che operano nei mercati di Londra manipolano artificialmente i prezzi dell’oro a loro vantaggio“.

Nell’analisi viene citato il lavoro condotto da GATA, un’organizzazione americana specializzata in temi quali diritti civili e istruzione, e viene citata una illustre economista, Rosa Abrantes-Metz della Stern Stern School of Business della NYU (New York University).