Come Doris ha salvato Mediaset dal blitz di Bolloré

14 Luglio 2017, di Redazione Wall Street Italia

È stato Ennio Doris a salvare Mediaset e la famiglia Berlusconi dall’assalto del magnate francese Vincent Bolloré. Mentre Mediaset, o per lo meno la sua proprietà, è minacciata da Vivendi che stava accumulando azioni nel gruppo media italiano, il top manager di Banca Mediolanum si sta impegnando per rinsaldare il controllo della compagnia Fininvest del suo amico Silvio Berlusconi.

A novembre dell’anno scorso nello stesso momento in cui Bolloré tentava di avviare la scalata a Mediaset, annunciando di avere il 3% del capitale azionario e di esser pronto a crescere ancora, per poi fermarsi poi al 28,8%, Berlusconi, come ricorda La Repubblica oggi, se ne uscì con una frase sibillina: “Tanto c’ è un gruppo di amici di Mediaset pronti a difendere l’italianità“.

Il quotidiano fa il resoconto di quanto accaduto: “dalla lista delle presenze all’ assemblea dello scorso 28 giugno, un’assise delicata in cui si approvava anche un buy back fino al 10% del capitale, Doris si è presentato con il 2,87%. Un pacchetto rotondo di 34 milioni di azioni che alle quotazioni odierne vale 112 milioni di euro”.

Senza Doris non ci sarebbe stato il quorum del 10% necessario per il cosiddetto whitewash, ovvero il voto bianco delle minoranze), che permetterebbe a Fininvest, dopo il buy back di Mediaset fino al 10% del capitale, di superare la quota del 50,1% del gruppo televisivo, senza lanciare un’ Opa sul mercato”.

Insomma, conclude La Repubblica, “se ormai grazie a Doris – e a una misteriosa fiduciaria che ha un altro 0,9% – non c’ è margine per pensare che Mediaset sia a rischio scalata da parte di Vivendi, la probabile uscita di Flavio Cattaneo da Telecom Italia è una brutta notizia per Cologno” Monzese.

Prima del blitz di Vivendi nel capitale di Mediaset, era stato infatti Bolloré a scegliere Cattaneo, anche per via dei buoni rapporti con Berlusconi. In quel periodo si parlava di costruire intorno a Premium la Netflix europea dei contenuti. Da allora tutto è degenerato: Vivendi ha annullato l’accordo che li legava all’acquisto del servizio Premium, mentre Cattaneo, il quale nel frattempo aveva fatto causa a Sky per favorire la tv a pagamento della famiglia Berlusconi, “aveva studiato il modo con Timvision di entrare nel capitale di Premium per rilanciarla”.

Cattaneo potrebbe essere vicino alla rottura con Telecom Italia e accasarsi a Mediaset. Per quello dovrebbe aspettare la primavera del 2018, quando scadrà il mandato del CdA del gruppo di Cologno.