Cohen spara a zero su Trump: “razzista, truffatore”

28 Febbraio 2019, di Mariangela Tessa

“Io so chi è Donald Trump. È un razzista, un truffatore, un imbroglione”. Non usa mezzi termini l’ex legale del presidente degli Stati Uniti, Michael Cohen, che ieri ha aperto così la sua testimonianza davanti ai membri della Commissione di vigilanza della Camera. Accuse pesanti, che allungano un’ombra sulla campagna elettorale del 2016 e complicano la posizione del presidente Usa nel Russiagate.

Secondo Cohen, che è stato avvocato di Trump per dieci anni, il tycoon sapeva in anticipo che Wikileaks di Julian Assange avrebbe pubblicato mail imbarazzanti per l’allora sfidante di Trump alla Casa Bianca, Hillary Clinton. Trump, inoltre, avrebbe mentito agli americani sui suoi investimenti immobiliari in Russia.

Cohen: documenti inconfutabile contro Trump

Cohen ha detto che “presenterà documenti inconfutabili e informazioni accurate” sugli anni in cui ha lavorato per il Presidente .

“Ho chiesto alla commissione di garantire la protezione della mia famiglia dalle minacce presidenziali”, ha esordito. “Mi vergogno della mia debolezza e della mia lealtà malriposta – delle cose che ho fatto per il signor Trump nel tentativo di proteggerlo e promuoverlo”.

Secondo Cohen, Trump lo spinse inoltre a mentire sul progetto di una Trump Tower a Mosca, progetto che andò avanti anche durante la campagna elettorale del 2016:

“Trump si è candidato solo perché vedeva nella campagna elettorale una grande opportunità di marketing per rendere più grande non il paese ma il suo marchio. Non aveva alcuna intenzione di guidare il paese e non si aspettava nemmeno di vincere le primarie. Disse ‘sarà la più grande campagna commerciale della storia della politica’”.

In merito agli incontri con agenti russi ai quali – ricorda – partecipò anche il figlio di Trump Donald Junior, l’ex legale del presidente dichiara di non sapere “se Donald Trump abbia colluso, ma ho i miei sospetti”.