Cina volta le spalle al Bitcoin: prezzi crollano sotto $ 7 mila

26 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

Un mesa da dimenticare per il Bitcoin. La regina delle critpovalute è scesa ieri sotto la soglia dei 7 mila dollari (ai minimi di $ 6.558,14), il suo livello più basso da maggio, secondo il sito industriale CoinDesk. Sale così a – $ 3.000 il saldo negativo a un mese.

A deprimere le quotazioni delle moneta digitale, il cambio radicale di opinione della Cina, che ha accelerato un giro di vite sulle imprese coinvolte nelle operazioni di criptovaluta. Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto al precedente segnale espresso dal presidente Xi Jinping, che di recente aveva detto di essere più aperto alla tecnologia blockchain.

Quotazioni sull’ottovolante

Il mese scorso infatti i prezzi del Bitcoin erano tornati sopra la soglia psicologica dei  $ 10.000 dopo che Xi aveva cantato le lodi della blockchain, invitando il suo paese a promuovere lo sviluppo sul campo.

Ora il vento sembra essere cambiato. Venerdì, la banca centrale cinese, la Banca popolare cinese, ha promesso che aumenterà i controlli per prevenire illeciti e ha chiesto agli investitori di diffidare dalle valute digitali. La mossa mira a scoraggiare speculazioni sulle criptovalute, considerati beni troppo rischiosi.

La battaglia del governo cinese contro le criptovalute risale a circa due anni fa.  Le autorità cinesi in effetti non hanno mai visto particolarmente di buon occhio il diffondersi di valute digitali. Tuttavia nel tempo le posizioni si erano ammorbidite. Tanto che indiscrezioni volevano che la Cina si stesse preparando a lanciare la propria criptovaluta entro il 2020. Ora la nuova marcia indietro.