Cina: Vietato speculare con i proventi da azioni

22 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

In Cina l’autorità di vigilanza sulla borsa ha vietato alle società l’utilizzo dei proventi dei collocamenti azionari per comprare titoli, con l’obiettivo di raffreddare l’euforia che ha investito i mercati finanziari.
Alle società è stato proibito anche l’acquisto di derivati ed obbligazioni convertibili usando le risorse incassate con le offerte di azioni, secondo quanto annunciato oggi dalla Commissione di controllo sul mercato finanziario in un comunicato. La Commissione ha annunciato che sottoporrà le società ad una vigilanza più stretta.
La Cina vuole frenare la speculazione diffusa nel mercato immobiliare e in quello azionario e bloccare il meccanismo alimentato da 33.500 miliardi di yuan ($4.300 miliardi) di denaro accumulato dalle famiglie e dalle imprese. Il governo cinese, il mese scorso, ha istituito un gruppo di intervento per frenare le vendite illegali di azioni e altre attività vietate, in un mercato che l’anno scorso ha assistito a collocamenti per $24,4 miliardi.
Da gennaio, l’autorità di vigilanza sulle banche ha inoltre dato un giro di vite ai crediti bancari usati per investire in immobili e titoli. L’indice Shanghai and Shenzhen 300 è salito del 156 percento negli ultimi 12 mesi, dopo la fine, in maggio, del bando imposto per un anno ai collocamenti di azioni.