Investimenti e panda bond: perché l’Italia fa affari con la Cina

22 Marzo 2019, di Alberto Battaglia

L’Italia, al netto delle valutazioni politiche legate alla firma del Memorandum, avrebbe bisogno di incrementare il suo interscambio con la Cina, così come i suoi collegamenti commerciali. Lo scrive il Financial Times ricordando con una serie di dati (grafici in fondo) che l’Italia, rispetto ad altri Paesi europei di dimensioni paragonabili come Germania, Spagna o Belgio, commercia molto meno con la Cina.

Ad esempio, la Germania invia in Cina il 17% delle sue esportazioni, l’Italia solo il 6,5%; in termini assoluti il divario e di 94 miliardi esportazioni contro 13 miliardi.
Quanto alle rotte commerciali, il connectivity index delle Nazioni unite, rivela che il Belgio e la Spagna, in termini di connessioni materiali, sono “più vicine” al Dragone dell’Italia.

Finanziamenti Cina possono aiutare l’Italia

Cambierebbero le cose con la collaborazione alla Nuova via della seta? Come già diceva Brown, I finanziamenti cinesi “possono aiutare l’economia italiana”, ha detto al Ft Andrew Cainey, ricercatore alla Chatham House, “i termini devono sempre essere esaminati e valutati, ma è meglio questo che nessun accordo”.

Altri studiosi, in vista della visita di Xi Jinping, avevano espresso grande scetticismo alla firma italiana del Memorandum, la prima da parte di un Paese del G7.
“Mi chiedo quanto un MoU non vincolante possa fare per portare più investimenti esteri diretti in Italia oltre i livelli attuali”, ha commentato Agatha Kratz, direttrice associata della società di ricerca Rhodium Group.

Nel frattempo le prime emissioni di Panda bond, obbligazioni societarie emesse da Cdp per conto delle aziende che operano in Cina, arriveranno a breve. Lo ha detto a Reuters Nunzio Tartaglia, head di Cassa per le imprese, gruppo Cdp:

“Il programma Panda bond prevede più emissioni, emetteremo a brevissimo la prima tranche. Abbiamo già una completa copertura da parte delle imprese italiane interessate ad essere finanziate tramite la raccolta di questi strumenti. Abbiamo riscontrato un forte interesse da parte delle imprese italiane. Per la prima emissione parliamo delle prossime settimane, parliamo più di settimane che di mesi”.