Cina, funzionari confermano: dati economici gonfiati

15 Dicembre 2015, di Alberto Battaglia

NEW YORK (WSI) – Un articolo comparso su China Daily conferma quanto in molti avevano fino ad oggi sospettato: gli indicatori economici della Cina sono stati gonfiati. Una prassi consolidata, ammessa candidamente da alcuni funzionari che, per ovvie ragioni, parlano sotto anonimato.

Ora che l’economia di diverse regioni cinesi sta subendo forti contrazioni “numerosi” funzionari (della regione nordest) hanno ritenuto che fosse il momento di vuotare il sacco sulle pratiche opache del passato. I dati degli anni precedenti “sono stati falsificati: i numeri reali erano molto più bassi” scrive China Daily. Questa la giustificazione, riportata dall’agenzia Xinhua:

Se i dati del passato non fossero stati gonfiati, la crescita attuale non mostrerebbe questa caduta

Ad essere pompate erano le entrate fiscali (si parla di regioni che li sovrastimavano del 127%) e i redditi delle famiglie sul Pil, prosegue il giornale, “tre anni fa il Pil della provincia di Liaoning fu calcolato in crescita del 12%, ma il dato reale era del 6,3%”.

Guan Yingmin, funzionario nella provincia di Heilongjiang ha affermato che i dati sugli investimenti erano drogati di almeno il 20%, ossia truccati per almeno 15,5 miliardi di dollari al rialzo (100 miliardi di Yuan). Lo scopo: competere con le altre regioni per attirare più investimenti e, comunque andasse, il calcolo finale sugli afflussi di capitale era sempre “quello promesso”.

Finché l’economia cinese cresceva il “quanto” poteva restare un aspetto secondario: la narrativa era supportata dalla sensazione, reale, che l’economia cinese fosse inarrestabile. Adesso che, però, si ha la conferma che la classe politica cinese manipolava i dati, ancorché per giustificare le magre performance attuali, non sarà facile riconquistare la moneta più pregiata: la fiducia.