Cina: blogger condannato a sei anni e mezzo di carcere

23 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

PECHINO (WSI) – Un blogger cinese è stato condannato a sei anni e mezzo di prigione per “diffusioni di notizie false”. L’uomo è noto per le sue posizioni critiche verso il Partito comunista.

Dong Rubin, uomo d’affari il cui blog ha 50.000 follower, da anni conduce infatti una battaglia con le autorità della provincia in cui abita (Yunnan, nel sud est) su temi come l’inquinamento o le violenze perpetrate dalla polizia. Oggi un tribunale lo ha giudicato colpevole di “attività illegali” e di “aver inventato e diffuso su internet notizie false a scopo di lucro”.

Nel 2009, Dong aveva denunciato la gestione da parte delle autorità della vicenda di Li Qiaoming, un uomo di 24 anni deceduto a seguito di gravi ferite riportate durante la sua detenzione. La polizia aveva addebitato la morte dell’uomo a uno scontro con altri detenuti. Lo scorso anno, invece, l’uomo di affari cinese ha conquistato popolarità per aver denunciato il progetto di costruzione di un impianto petrolchimico nei pressi della capoluogo di Yunnan, Kunming, facendo scendere in piazza quasi 1.000 persone.

Da quando è salito al potere il nuovo gruppo dirigente guidato dal presidente e segretario del Partito Comunista Xu Jinping, più di un anno fa, centinaia di persone sono state arrestate a causa delle loro attività in rete, secondo il gruppo umanitario Amnesty International.

Lo scorso settembre il governo ha inoltre lanciato una campagna nazionale contro le “voci” on line, con gli internauti che rischiano fino a tre anni di carcere per messaggi diffamatori che vengono rilanciati 500 volte o letti più di 5.000 volte. Diversi i blogger colpiti finora.

In Cina, la rete è sottoposta ad un rigido controllo della censura che blocca l’accesso del pubblico ai siti ritenuti scomodi dal governo di Pechino tra cui quelli di comunicazione sociale come Youtube, Twitter e Facebook.