Cina: AgustaWestland vende elicotteri

6 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

La delegazione parlamentare italiana, composta dai senatori Sergio De Gregorio, Valerio Carrara, Giulio Marini e Giuseppe Saro, in missione istituzionale in estremo Oriente, ha assistito alla firma del contratto tra Agusta Westland e il nuovo distributore a Hong Kong, Italian Motors, compagnia già attiva nel settore della distribuzione delle auto di lusso e degli yacht. Il protocollo, che riguarda la vendita di nove elicotteri da trasporto civile nel prossimo quadriennio, segue l’acquisto di sei velivoli da parte della società EliExpress per il trasporto dei passeggeri tra Hong Kong e Macao. “E’ la vittoria della diplomazia del fare — ha sottolineato De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato — che vede nel consolato generale d’Italia il protagonista dell’affermazione del made in Italy in quest’area strategica del pianeta. L’intervento del console De Pedjs a Hong Kong è stato di fondamentale importanza per il raggiungimento di quest’obiettivo di grande valenza”. A firmare il contratto per Agusta Westland è stato il direttore del comparto commerciale, Renzo Lunardi, che ha sottolineato: “La presenza di una delegazione parlamentare italiana è motivo di grande orgoglio. È tempo che la politica attui un’azione di affiancamento delle aziende che operano nel settore del made in Italy. Hong Kong è la vera, grande porta di ingresso verso la Repubblica popolare cinese ed è evidente che un territorio così ricco possa guardare agli elicotteri come a un mezzo di trasporto efficace e veloce”. La delegazione parlamentare ha visitato anche la Fiera biennale dell’aerospazio di Hong Kong, dove si trovano numerose aziende italiane, tra cui nove campane. “Abbiamo rilevato una grande disponibilità a collaborare. Sarà nostra cura coinvolgere un maggior numero di imprese italiane di livello a investire in una realtà dalle grandi potenzialità come Hong Kong”, commenta Carrara. “A Hong Kong la presenza di imprenditori italiani è consistente, ma una serie di vincoli, legati all’inserimento della regione autonoma nella black list del del Tesoro, limita fortemente le possibilità di cooperazione economica. Questo limite, inserito in seguito alle vicende di Tangentopoli, va rimosso, affinché le imprese italiane che vogliono investire a Hong Kong possano farlo liberamente”, aggiunge Saro. Intanto il portavoce del Governo di Hong Kong ha annunciato due giorni fa la nomina di Jack So a presidente dell’Hong Kong Trade Development Council, l’ente semigovernativo responsabile del commercio estero della regione ad amministrazione speciale. La nomina avrà durata biennale a partire dal prossimo 1° ottobre ed è destinata a chiudere il lungo ciclo di sette anni di Peter Woo.