Chimica: Responsible Care, cresce impegno per sviluppo sostenibile

11 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Un anno di crisi vissuto responsabilmente: i dati del bilancio ambientale dell’industria chimica nel 2009 mostrano che la crisi non ha intaccato l’impegno del settore a favore dello sviluppo sostenibile. I dati del Rapporto Responsible Care, presentati da Federchimica mostrano che le imprese aderenti a RC, a fronte di un calo della produzione del 16,2% nel 2009, hanno aumentato dello 0,5% le spese a favore della salute e sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente. L’Industria Chimica nel suo complesso in Italia ha speso 1.300 Milioni di € con un’incidenza del 2,8% sul fatturato (il 3,5% per le imprese aderenti a Responsible Care). In tempi di crisi una valutazione corretta degli sforzi profusi a favore della sostenibilità deve basarsi su indicatori stabili, non legati agli andamenti di produzione: anche in questo caso, le imprese di Responbile Care danno risposte convincenti. “I sacrifici che le imprese aderenti a Responsible Care hanno dovuto affrontare per resistere alla crisi non hanno intaccato le risorse destinate alla sostenibilità. Non era scontato, ed è certamente un segnale di quanto la responsabilità socio–ambientale sia parte integrante dei valori e dei comportamenti del nostro settore” ha sottolineato Giorgio Squinzi, Presidente di Federchimica. Nel 2009, 123 siti delle Imprese aderenti a RC hanno ottenuto la certificazione dei sistemi di gestione della sicurezza secondo lo standard OHSAS (Occupational Health and Safety Assessment Scheme) 18001. Si tratta del 91,1% di quelle ottenute dall’Industria Chimica, il 73% in più rispetto al 2008. E’ una dimostrazione del dato che da anni vede l’industria chimica al vertice della classifica dei settori manifatturieri nei quali è più sicuro lavorare, una performance che si conferma anche nel 2009. “L’obiettivo che continueremo a perseguire resta quello di ‘zero infortuni’. Per questo rinnoviamo la nostra disponibilità ad avviare con INAIL, con cui già dal 2006 abbiamo sottoscritto un Accordo, un lavoro congiunto per costruire e diffondere buone pratiche di gestione della sicurezza dei lavori in appalto negli stabilimenti chimici”. L’Industria Chimica non solo ha ampliamente raggiunto gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, ma è anche già abbondantemente in linea con i livelli fissati dall’Unione Europea al 2020, con il noto obiettivo del 20-20-20.