Cgil, PD e Coop rosse non sono più parenti: lotta aperta

7 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

MODENA (WSI) – Il Sinagi–Cgil, sindacato degli edicolanti, in provincia di Modena rappresenta l’80% delle 330 edicole. I giornalai hanno raccolto migliaia di firme contro la Coop che ultimamente ha aperto nei supermercati alcuni punti vendita di giornali e riviste. Anche i sindaci dei comuni coinvolti (tutti del Pd) sono contrari, ma dicono che non possono intervenire perché alla Coop basta fare una semplice Scia, Segnalazione Certificata d’Inizio Attività, e il giorno dopo può vendere i giornali.

Gli edicolanti sono preoccupati: il sistema di distribuzione oggi garantisce il servizio anche alle edicole dei piccoli comuni, dove il trasporto è in perdita ma è compensato dalla rete capillare delle città. Se la concorrenza del supermercato costringe le edicole a chiudere, si mette in ginocchio tutta la rete e il servizio nei piccoli centri dove non ci sono i supermercati non sarà garantito.

La prima liberalizzazione della vendita dei giornali è partita nel 2000, ma fu solo una sperimentazione. Nel 2001 un decreto, 170/01, stabiliva la pianificazione comunale delle edicole in base alla popolazione residente e d’accordo con le associazioni di categoria. Nel 2010 un decreto recepiva una direttiva europea del 2006: “la libera iniziativa può essere limitata solo in caso di motivi imperativi di interesse nazionale”. Nel 2011 arriva il decreto “Salva Italia” che sostanzialmente liberalizza la vendita dei quotidiani, ma non abroga la legge del 2001.

Nell’incertezza della legislazione si inseriscono alcune sentenze del Tar che riconoscono che “l’attività di vendita editoriale non sia più soggetta a limitazioni” disponendo che “l’attività stessa si potesse intraprendere mediante semplice Scia”. La regione Emilia Romagna ha consigliato ai sindaci di fermare le autorizzazioni e aspettare una legge definitiva. Ma i sindaci, tutti del centro sinistra, hanno paura dei ricorsi amministrativi.

Alcuni hanno tentato un dialogo, come il sindaco di Finale Emilia, ma la Coop estense va avanti per la sua strada. Anzi si meraviglia di tutto questo clamore: altri supermercati in zona vendono i giornali, perché si protesta contro la Coop? «Dalla Coop ci aspettavamo un comportamento etico e dialogante» affermano gli edicolanti.

Ma Coop, Cgil e Pd, almeno su questo punto, ormai non sono nemmeno lontani parenti.