Cgil: “Flat tax e reddito minimo profondamente ingiusti”

18 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Bocciata la flat tax così come il reddito di cittadinanza. La Cgil torna a farsi sentire e punta il dito contro le nuove misure che il governo giallo-verde sta studiando per inserirle nella nuova legge di bilancio.

“Il Paese sta facendo una discussione tutta improvvisata sulla legge di bilancio, una discussione fatta da un lato dagli slogan della campagna elettorale più o meno ricollocati nel cosiddetto contratto di governo, da annunci che si inseguono e si contraddicono quotidianamente, ma la cosa che pare sempre più evidente è che condizioni del Paese, necessità del Paese, progetto per il Paese non compaiono in nessun modo in questa discussione”.

Così la leader Susanna Camusso che parla di flat tax e reddito di cittadinanza come provvedimenti “profondamente ingiusti”.

“Abbiamo scoperto che il reddito di cittadinanza è una misura contro la povertà, una misura per il lavoro che interviene rispetto agli ammortizzatori sociali, ma anche che è una misura per favorire l’accesso al lavoro. Poi, in altri momenti abbiamo scoperto che è una misura universale. Ma se l’idea è quella di garantire ai ricchi che essere cittadini e far parte dello Stato costerà sempre di meno e che avranno sempre più risorse a disposizione, mentre per gli altri diamo il via all’assistenzialismo di massa, io credo che da questo punto di vista ci sia un problema di qualità di vita democratica, della condizione di libertà e di soggettività delle persona”.

Dito puntato della Cgil anche contro la pace fiscale, indicata come “un gigantesco condono di massa”.

“Quando io leggo che il tetto è un milione di euro, vuol dire che stiamo pensando di condonare l’evasione fiscale di un milione di euro. Parliamo di evasione fiscale, non del patrimonio della persona, ma di quello che dovrebbero dare al fisco e che non hanno dato. Possiamo dire che quando si comincia così si comincia malissimo”.