CERN GINEVRA, FESTA PER IL GRANDE ACCELERATORE

22 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Ginevra, 22 mar – Si tiene oggi, al laboratorio europeo di fisica del Cern di Ginevra, una celebrazione per il raggiungimento di una tappa importante nel completamento del nuovo acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider): la messa in posa definitiva e la riuscita dei test del magnete e del rivelatore di particelle CMS (Compact Muon Solenoid), il più grande solenoide superconduttore al mondo, nella caverna posta a cento metri di profondità e lunga 27 chilometri nel sottosuolo tra Ginevra e la Francia. Presenti i rappresentanti di 25 laboratori di fisica di altrettanti Paesi che collaborano alla realizzazione di CMS. Per l’Italia partecipa il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Roberto Petronzio. Il magnete e il rivelatore CMS rappresentano con Atlas e Alice gli esperimenti più imponenti su cui è massicciamente impegnato l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Il nuovo acceleratore di particelle LHC, del peso totale di 12.500 tonnellate, lungo oltre 21 metri e del diametro di 15 – costruito per rivelare con precisione i muoni (particelle con carica uguale a quella dell’elettrone e massa di 200 volte superiore), dalla fine di quest’anno, quando inizierà le sue attività, vedrà scontrarsi al suo interno fasci di protoni. Questi fasci si incrociano 40 milioni di volte al secondo e, a ogni incrocio, avvengono in media 20 collisioni protone-protone. In totale avvengono 800 milioni di collisioni per secondo. In sintesi il CMS è un rivelatore di particelle costruito con tre obiettivi principali: trovare il bosone di Higgs, la particella che dà massa alle altre particelle; indagare l’asimmetria tra materia e antimateria: ciò consentirebbe di spiegare perché viviamo in un Universo dove tutto ciò che conosciamo è fatto di materia e non di antimateria; cercare conferme della supersimmetria, una delle teorie pensate dai fisici per risolvere alcuni dei problemi lasciati aperti dal Modello Standard, con cui gli scienziati descrivono l’Universo.