Catalogna, tornano i “prigionieri politici”

17 Ottobre 2017, di Alberto Battaglia

Nella notte fra lunedì e martedì l’autorità giudiziaria spagnola ha disposto l’arresto preventivo di due leader indipendentisti della società civile, i presidenti di Anc e Omnium Jordi Sachez e Jordi Cuixart; l’accusa è di “sedizione”. I due infatti erano stati protagonisti nell’organizzazione di due manifestazioni indipendentiste il 20 e 21 settembre.

La severità della misura cautelare ha suscitato l’immediata indignazione della politica e della cittadinanza catalana. Il presidente catalano Carles Puigdemont ha dichiarato su Twitter: “ La Spagna mette in carcere leader della società civile della Catalogna per avere organizzato manifestazioni pacifiche. Tristemente, abbiamo di nuovo prigionieri politici”. Un portavoce del governo catalano, invece, ha definito l’arresto dei due leader come una “provocazione dello stato spagnolo”.

Per un terzo esponente dell’indipendentismo, Josep Lluis Trapero, capo dei Mossos d’Esquadra, il giudice Carmen Lamela ha optato per la libertà vigilata, con obbligo di firma ogni 15 giorni e divieto di espatrio (l’accusa è sempre quella di sedizione).
Le decisioni della magistratura sono state contestate a suon di pentole e padelle dai balconi delle case, in diverse città della Catalogna; le proteste sono note come “caceroladas” (video in basso).

Nel frattempo il parlamento catalano non si riunirà nella sessione prevista per mercoledì 18 e giovedì 19 ottobre, a causa della “situazione eccezionale che vive la Catalogna e della possibile attivazione dell’articolo 155 della costituzione” che potrebbe sospendere l’autonomia della regione nel nome dell’interesse nazionale.

Si tratta della cosiddetta opzione nucleare. Ricorrere all’articolo 155 della costituzione, cosa mai successa prima in Spagna, di fatto porterebbe alla sospensione del governo catalano con Madrid che assumerebbe i poteri della regione secessionista. Puigdemont – che si trova tra due fuochi – ha tempo proprio fino a giovedì per rispondere con un chiaro “sì o no” alla richiesta del governo di chiarire se la Catalogna è stata dichiarata indipendente oppure no e per ora non sembra intenzionato a dare una risposta precisa.