Catalogna: secessione vicina, governo verso dichiarazione sovranità

11 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il governo regionale della Catalogna e la maggioranza indipendentista che lo sostiene hanno apprestato la “Dichiarazione di sovranità” che sarà votata dal Parlamento regionale di Barcellona nella sua prima sessione dopo le elezioni anticipate dello scorso 25 novembre.

La dichiarazione, anticipata oggi dalla radio Cadena Ser, del gruppo del quotidiano El Pais dovrebbe essere nelle intenzioni delle forze politiche che la voteranno il primo passo nel processo di transizione verso l’indipendenza dalla Spagna.

Il testo, negoziato fra il partito di centrodestra moderato Convergencia i Uniò (CiU) del ‘governatore’ regionale Artur Mas e i suoi alleati indipendentisti di sinistra di Esquerra Republicana de Catalunya (Erc) dichiara che la Catalogna ha, “per ragioni di legittimità democratica, il carattere di soggetto politico e giuridico sovrano”.

Di conseguenza, prosegue il testo, “il parlamento decide di dichiarare la sovranità democratica del popolo della Catalogna come soggetto politico e giuridico, cominciando a rendere effettivo il processo per un diritto all’autodeterminazione“.

Questo dovrebbe svolgersi attraverso un referendum che “renda effettiva la volontà di costituire la Catalogna in un nuovo stato dentro il quadro Europeo”. La dichiarazione è stata inviata a tutti i partiti catalani favorevoli alla tenuta di un referendum, che sono netta maggioranza nel parlamento regionale: oltre CiU ed Erc, anche il partito socialista (che però è contrario all’indipendenza), i comunisti-verdi di Icv e gli anticapitalisti Cup (Candidatura de Unitat Popular).

Il testo è ancora aperto a modifiche, purché secondo i relatori non modifichino la sua natura nella sostanza, dovrebbe essere votato il 23 gennaio. L’obiettivo di una consultazione sull’indipendenza è tacciata di incostituzionalità dal governo centrale di Madrid: l’esecutivo di destra del Partido popular di Mariano Rajoy ha minacciato di fermare l’organizzazione di un referendum “con ogni mezzo” a sua disposizione. (TMNEWS)