Catalogna, corsa sportelli: due banche hanno perso 9 miliardi di depositi

18 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

Le banche spagnole operative in Catalogna continuano a prendere le misure necessarie per mettersi al riparo da un’eventuale aggravarsi della crisi costituzionale tra la regione secessionista e il governo centrale di Madrid. Ultima in ordine di tempo è Banco Sabadell, ma prima di essa altre centinaia di aziende spagnole hanno deciso di spostare le attività fuori dalla Catalogna.

Sabadell sta prendendo in considerazione anche l’ipotesi di trasferire quasi in toto i suoi vertici dalle città della Catalogna a Madrid, dicono a Reuters fonti interne al board. È il primo segnale del fatto che quello che sembrava un’esodo temporaneo delle principali società finanziarie sta diventando un fenomeno di massa che minaccia oltre tutto di essere permanente, avendo effetti a lungo termine.

Quando mancano poche ore alla scadenza dell’ultimatum del governo alle autorità catalane, cui viene chiesto di decidere se dichiarare l’indipendenza o meno, si segnala un’accelerazione della fuga di depositi. I catalani corrono agli sportelli per prelevare e per mettere al sicuro i propri risparmi.

La quinta banca di Spagna, che ha deciso di traslocare i suoi uffici principali all’inizio del mese, pare abbia perso tre miliardi di euro in depositi. Lo riferisce El Confidencial, citanto fondi informate sui fatti, secondo cui CaixaBank avrebbe registrato da parte sua sei miliardi di euro di prelievi indesiderati.

I clienti hanno paura che venga dichiarata l’indipendenza. Le due banche avrebbero comunicato ai loro grandi azionisti istituzionali l’ammontare di denaro prelevato dai depositanti la settimana scorsa. Il timore era che giorni fa il governo di Catalogna proclamasse unilateralmente l’indipendenza.

CaixaBank e Sabadell: nove miliardi di depositi in fuga in una settimana

In totale sono quindi 9 i miliardi in fuga nella settimana successiva al referendum del primo ottobre. Gli analisti che hanno una copertura sui titoli delle due banche quotate hanno chiesto di avere informazioni precise sulla fuga di depositi occorsa tra la consultazione popolare del primo ottobre, gli scontri e le violenze tra indipendentisti e forze di sicurezza, la dichiarazione di Puigdemeont, lo sciopero generale promosso dall’ala sinistra del fronte secessionista, la CUP, lo scorso 3 ottobre e infine l’intervento in televisione del re Felipe VI.

CaixaBanka ha pubblicato un comunicato interno in cui segnala che, prima dei prossimi sviluppi politici e sociali, adotterà le misure del caso per salvaguardare l’interesse dei clienti e degli azionisti. Il presidente Puigdemont ha invece deciso di rinviare la decisione e provare ad avviare un dialogo con Madrid. Il governo spagnolo però si rifiuta di negoziare.

Il governo guidato da Mariano Rajoy, da anni contrario alle richieste di autonomia della regione che conta per il 19% del Pil della Spagna, ha detto che se la Catalogna dichiarerà l’indipendenza invocherà l’opzione nucleare, ovvero l’articolo 155 della Costituzione che permette alle autorità centrali di assumere il controllo delle amministrazioni locali. Sarebbe la prima volta nella storia.

Se invece il presidente della Catalogna Carles Puigdemont decidesse di indire nuove elezioni dopo aver sfidato il governo con un referendum costituzionalmente illegale sull’indipendenza, allora Madrid non evocherebbe l’articolo 155.

Una separazione dalla Spagna provocherebbe anche l’uscita dall’Ue e dal mercato comune della Catalogna. Questa è la principale fonte di preoccupazione delle aziende e dei clienti delle banche. Secondo la fonte citata da Reuters

Qualora il presidente catalano decidesse di non rinunciare ai piani di indipendenza come chiede il governo spagnolo e preferisse quindi non tradire il suo popolo che ha votato quasi all’unanimità a favore dell’indipendenza due settimane prima, al CdA del 26 ottobre, Sabadell metterebbe ai voti la proposta di spostare a Madrid gli uffici del presidente Josep Oliu e dei capi di altre divisioni importanti della banca.

“Non è stata presa ancora una decisione ma dipenderà dalle prossime mosse che farà Puigdemont“, ha dichiarato la fonte. La Banca non ha invece voluto commentare le indiscrezioni.

Banco de Sabadell: tre miliardi di depositi in meno in una settimana. La crisi costituzionale ha messo sotto pressione la Borsa e i Bond spagnoli. La paura è che se le tensioni continuano la Spagna sprofonderà in una grave crisi finanziaria.