Cashback a rischio: erogati i rimborsi sui conti correnti ma il sistema potrebbe essere cancellato

1 Marzo 2021, di Alessandra Caparello

Erogati i rimborsi dell’extracashback di Natale e potrebbero essere i primi e gli ultimi. La Consap, la Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici, ha comunicato che con i mandati di pagamento disposti in data 24/02/2021 si è conclusa la fase di liquidazione dei rimborsi Cashback per il periodo 8-31 dicembre 2020 (c.d. “periodo sperimentale”).

Cashback: i rimborsi

Gli ultimi movimenti saranno contabilizzati entro il 26/02/2021 e gli accrediti avverranno nel rispetto dei tempi bancari. La Consap ha reso noto inoltre che dal 15 febbraio ‘21, data di avvio delle procedure, a oggi, ha disposto oltre 3,2 milioni di bonifici per un totale liquidato di circa € 223 milioni €. Solo lo 0,04% dei bonifici non è andato a buon fine a causa di problemi relativi all’inserimento di IBAN non corretti o conti correnti bloccati o non più esistenti.
Ad ogni modo, i partecipanti al programma che rientrano in questi casi, non perdono il diritto a ricevere il rimborso e avranno la possibilità di inserire un IBAN valido tramite l’apposita funzionalità sull’app IO. Infine, i reclami ricevuti ad oggi per mancato o inesatto accredito relativi al periodo in questione, sono meno di 2900. Consap risponderà entro 30 giorni dalla data di presentazione dell’istanza.

Rimborsi a rischio

Tuttavia l’esperimento cashback potrebbe finire qui. Come spiega la Stampa, il Mef ha quindici giorni per rimettere mano al Recovery plan visto che entro il 30 marzo il Parlamento intende formalizzare i propri pareri sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation Eu.  Due i fronti su cui si lavorerà: da una parte dovranno essere individuati gli obiettivi strategici e dall’altra dovranno essere cancellate tutte le misure che non soddisfano in pieno i parametri europei.
Tra questi figura il cashback che non garantirebbe una adeguata crescita del Pil.
Come scrive Il Giornale, “il governo vuole evitare lo spreco di risorse. In questa logica i tecnici del Mef stanno valutando se eliminare diverse voci di spesa. Molto difficilmente i 5 miliardi destinati a finanziare il cashback, inseriti nei piani sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, verranno confermati. Se il taglio del bonus sarà confermato, i soldi risparmiati verranno impiegati per progetti considerati di maggior resa”.