CASE, COMPRAVENDITE CROLLANO IN ITALIA

17 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Nel primo semestre del 2009 sono crollate le compravendite di unità immobiliari. Lo riferisce l’Istat, aggiungendo che tra gennaio e giugno i passaggi di proprietà sono stati 406.735, il 13,6% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Particolarmente forte il calo delle compravendite di unità immobiliari a uso non residenziale, diminuite del 17,9%. Secondo gli esperti immobiliari seguira’ anche un forte calo dei prezzi, alla luce della forbice troppo alta tra prezzo cheisto e prezzo pattuito.

Continua intanto a scendere anche il numero di mutui stipulati in Italia. Nei primi sei mesi del 2009, sempre secondo quanto riferisce l’Istat, ne sono stati accesi 359.099, il 13,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2008. L’anno scorso la flessione era stata del 16,2%.

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Crisi: Bnl-Einaudi, in difficolta’ 18% famiglie con mutuo

Il 53% degli italiani non riesce a mettere soldi da parte

(ANSA) – ROMA, 15 DIC – Il 18% delle famiglie con mutuo ha avuto forti difficolta’ negli ultimi 12 mesi a far fronte ai pagamenti. Lo rivela un rapporto Bnl. Dal dossier, realizzato con il centro di ricerca ‘Luigi Einaudi, emerge inoltre che hanno sperimentato tensione finanziaria anche il 23,3% delle famiglie con prestiti personali e il 36,5% di quelle che hanno ceduto il quinto dello stipendio o della pensione. E che il 53% degli italiani non riesce a risparmiare, dato tuttavia in diminuzione dal 2008.

All’epoca infatti gli italiani che non riuscivano a mettere soldi da parte erano il 69%. Nel rapporto si sottolinea che in generale il 33,7% delle famiglie e’ indebitato e che il 21% ha ‘sulle spalle’ piu’ di un finanziamento. Delle famiglie indebitate inoltre il 62,7% ha fatto ricorso al credito al consumo, mentre l’8,9% ha scelto la strada della cessione del quinto dello stipendio.

Il 47,6% invece e’ indebitata per esigenze di lungo periodo, in particolare per mutui casa. Circa il 53% degli italiani poi non riesce a risparmiare: e pur trattandosi di un tasso ancora alto (nel 1984 non risparmiava solo il 6,2% delle famiglie), sottolinea come l’Italia ”abbia tenuto anche grazie alla forza del suo risparmio e all’equilibrio dei suoi risparmiatori”, come si legge nel Rapporto Bnl-Einaudi.