Casa, imposta municipale darà 13,6 mld in più ai sindaci

13 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “Con l’introduzione della nuova imposta unica sugli immobili, i Comuni italiani dovrebbero incassare almeno 13,6 mld di euro in più.” A denunciarlo è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che con il suo Ufficio studi ha calcolato quanti soldi percepiranno i Comuni con l’introduzione della nuova imposta unica sugli immobili che dovrebbe essere approvata dal Governo entro la fine del mese. Dalla CGIA di Mestre fanno sapere che siamo ancora sul campo delle ipotesi e il risultato ottenuto altro non è che una stima. In particolare, i ricercatori mestrini sottolineano che in questa ipotesi non è incluso il gettito derivante dalla regolarizzazione delle cosiddette “abitazioni fantasma” che, secondo le dichiarazioni fatte dal ministro Calderoli, dovrebbe riguardare 2 milioni di abitazioni contro il milione e trecentomila riportato nella relazione tecnica della manovra correttiva. Va ribadito che l’obbiettivo di questa operazione è quello di dare una maggiore autonomia fiscale ai Comuni: per questo la nuova imposta sarà costituita da: l’Irpef sugli immobili non affittati diversi dall’abitazione principale; una cedolare secca del 23% sugli immobili in affitto che verrà introdotta proprio con l’approvazione di questo decreto; l’Ici; l’imposta ipotecaria, catastale e di registro; e l’accorpamento della Tarsu (tassa asporto rifiuti) e della Tia (tariffa igiene ambientale). Il nome esatto, come dicevamo, non è ancora noto, anche se alcune indiscrezioni giornalistiche segnalano che questa nuova imposta potrebbe chiamata “IMU” (Imposta Unica sugli Immobili). Secondo una stima effettuata dalla CGIA di Mestre, il gettito totale di questa nuova imposta sarà di circa 28,9 mld di euro l’anno (escluso il gettito dalla regolarizzazione delle abitazioni attualmente sconosciute al catasto). Se da questo importo si “stornano” i 10 mld circa di gettito Ici (su seconde case, immobili ad uso commerciale, artigianale, etc.) e i 5,3 mld di euro provenienti da Tarsu e Tia che già oggi confluiscono annualmente nelle casse comunali, agli oltre 8.000 Comuni d’Italia finiranno quasi 13,6 mld di euro in più che, attualmente, i proprietari di immobili versano direttamente nelle casse dello Stato. Per contro, lo Stato ridurrà i trasferimenti ai Comuni per un importo pressoché equivalente (ovvero, 13,6 mld di euro). (segue)