Carte e bancomat: governo studia azzeramento costi per transazioni sotto 30 euro

10 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Che il governo giallo-verde avesse cambiato posizione sui pagamenti elettronici lo si era capito qualche settimana fa quando il sottosegretario leghista all’Economia Massimo Bitonci aveva sottolineato l’utilità di incentivare i pagamenti digitali.

Se noi incentivassimo i pagamenti elettronici, con carta di credito, quindi pagamenti tracciabili, potremmo via via andare all’abolizione di Isa (indici sintetici di affidabilità fiscale), studi di settore, e in prospettiva perfino di contabilità e scontrino da parte dell’esercente. Ciò che passa con carta sarebbe già documento fiscale.

Oggi la prova regina arriva sempre da Bitonci che presenta a grandi linee il pacchetto fiscale su cui la Lega starebbe lavorando e che prevede, tra le altre cose, di dare una spinta ai pagamenti tracciabili, ma senza inasprimento del tetto al contante ma con un azzeramento dei costi per le piccole transazioni con carte e bancomat sotto i 30 euro.

“Il cantiere fiscale è aperto”, così il sottosegretario secondo cui l’idea è di metter mano ad un consistente “pacchetto fiscale”, da introdurre eventualmente anche ricorrendo a un decreto legge collegato alla prossima manovra e aprendo ad una pace fiscale 2, con una sorta di riedizione del saldo e stralcio per le imprese, insieme ad altre misure per la definizione del contenzioso e l‘emersione del contante.

“Abbiamo fatto un tavolo la settimana scorsa, ne faremo uno tra un paio di giorni e gli uffici stanno elaborando alcuni modelli, a partire di quello per la flat tax al 15% sui redditi medi perché dobbiamo cercare di abbassare la tassazione a quella fascia che paga un’Irpef media del 25% (…)  Di certo l’ipotesi di aumentare l’Iva per finanziare la flat tax è una cosa che non esiste (…) Tra le misure in cantiere potrebbe rientrare anche l’azzeramento dei costi per le piccole transazioni con carte e bancomat sotto i 30 euro (…)
Il decreto fiscale collegato alla manovra 2018 ha avuto risultati assolutamente ottimi, con 38 miliardi di cartelle lavorate, 21 miliardi di incassi previsti e 1 milione e 700mila contribuenti interessati. Proprio per questo lavoriamo alla “pace fiscale 2”, e abbiamo iniziato una serie di elaborazioni.