Carte di credito: guida alla scelta, le migliori

26 Settembre 2018, di Alberto Battaglia

Quello delle carte di credito è un mondo che offre tante diverse possibilità e che per i prossimi 3-4 anni sicuramente non subirà grossi scossoni o rivoluzioni, come ha ricordato Sando Camilleri, CEO di Matica Tecnhnologies: la scelta ideale, date le molteplici soluzioni, dipende molto dalle proprie esigenze e dalla disponibilità a pagare i servizi offerti. Prima di affidarsi a una carta è bene guardare ai vari costi e tipologie principali.

La prima distinzione da fare è fra carte “a saldo”, revolving e prepagate. Nei primi due casi gli addebiti delle spese effettuate non vengo effettuati subito sul conto corrente, ma vengono dilazionati, nel mese successivo; se la carta è a saldo i pagamenti effettuati vengono poi detratti in un’unica soluzione in una data del mese concordata, se revolving gli importi vengono detratti a rate – a fronte di un costo aggiuntivo spesso non trascurabile.

La carta prepagata, al contrario, viene “caricata” in anticipo e le spese effettuabili corrispondono alla dotazione che di volta in volta le viene data, compatibilmente con i limiti imposti dal contratto. Le possibilità di utilizzo di questa tipologia saranno più ristrette, e di conseguenza anche i relativi costi.

Costi: le differenze per tipo di carta di credito

E a proposito di costi, prima di scegliere la carta di credito adatta alle proprie esigenze è bene confrontare le varie componenti alle quali corrisponde un esborso. Innanzitutto, il costo fisso per l’apertura della carta e il canone annuo: le prepagate sono di solito quelle più a buon mercato sotto questo profilo. Ad esempio, la popolare Genius card di Unicredit, solo per citare la soluzione offerta da un grande istituto, costa all’atto d’apertura 5 euro, più 1 euro di canone mensile.

La UniCreditCard Flexia Classic, al contrario, costa 90 euro all’anno, ma permette varie modalità di rimborso, a saldo unico e rateale. Oltre a quelli già citati, voci di spesa comprendono eventuali commissioni sulle operazioni effettuate, come i prelievi e, nel caso della revolving, i tassi d’interesse applicati sul rimborso rateale, spesso a doppia cifra.

Oltre ai costi è bene tenere a mente la capacità di spesa che ci si aspetta dalla carta. Nel caso delle carte di credito prepagate il discorso è semplice: non si può spendere più di quello che ci si mette dentro, ovviamente, ma bisogna anche controllare i limiti stabiliti dal contratto della carta. I limiti si estendono dal tetto al prelievo di contante ai quello di spesa, compreso un limite mensile sul valore degli acquisti e di ricarica: le caratteristiche variano largamente da carta a carta.

In generale, i vantaggi di questa soluzione sono apprezzati da chi compie piccoli acquisti, anche online: non essendo legata a un conto, la prepagata è percepita come una carta più sicura per il web. È tipicamente la carta scelta dagli adolescenti e dai giovani non titolari di un conto bancario. Alcune prepagate note come “carte conto” sono dotate di codice Iban e permettono una serie di servizi in più come la possibilità di effettuare e ricevere bonifici bancari.

Se a prevalere nella scala delle esigenze è, invece, la flessibilità di utilizzo, una carta a saldo o revolving offrirà maggiori soluzioni. Ad esempio, una carta come la Bcc Classic, collegata al circuito Mastercard, non pone limiti di spesa o prelievo, a patto di accettare un canone di 52 euro al mese. La differenza fondamentale rispetto a una prepagata, ancorché dotata di elevato plafond, è la possibilità di effettuare spese anche nella condizione di non avere al momento liquidità sufficiente, in quanto l’addebito (a rate o in forma unica) avverrà in un momento successivo.