Economia

Caro bollette, Draghi non esclude “contributo solidarietà” dalle società energetiche

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Mentre gli italiani si preparano a ricevere il caro bollette, il governo si dice pronto a mettere altre risorse per alleviare le famiglie dal caro energia, oltre a quelle già stanziate. La strada potrebbe essere quella di condividere le spese con i grandi gruppi energetici che, grazie al caro petrolio, stanno incrementando in maniera significativa entrate e utili.

Caro bollette, cosa pensa il governo

“La legge di bilancio ha già stanziato 3,5 miliardi. Sono previsti altri provvedimenti nel trimestre successivo e nei mesi a seguire” ha spiegato a questo proposito, il premier Mario Draghi, due giorni fa in occasione della conferenza stampa sul nuovo decreto sull’emergenza COVID. “La via dl sostegno governativo è importante ma non può essere l’unica. Occorre chiedere a chi ha fatto grandi profitti da questo aumento al prezzo del gas di condividerli con il resto della società”.

Un parere condiviso dal ministro delle Politiche agricole e capodelegazione M5S al governo Stefano Patuanelli:

“Condivido la proposta di Draghi sul caro-energia: chi ha fatto grandi guadagni per l’aumento senza precedenti delle bollette deve dare un contributo di solidarietà. Le famiglie sono in ginocchio, le imprese rischiano di chiudere: è il momento di fare una scelta politica chiara, chiedendo uno sforzo ai grandi gruppi che hanno visto i loro profitti lievitare”.

Ricordando che gli aumenti del prezzo del gas dipendono in gran parte da fattori geopolitici, Draghi ha affermato che il governo italiano ha fatto in UE “varie proposte su come affrontare l’emergenza del prezzo del gas” fra cui quella di avere stoccaggi comuni e di effettuare acquisti comuni. Un punto – ha ricordato il Premier -su cui c’è diversità di vedute ma “niente esclude che alla fine si possa decidere solo per gruppi di paesi che fanno acquisti in comune”.

Consumatori contro Draghi: “ha fatto un passo indietro”

Le dichiarazioni di Draghi non convincono l’Unione Nazionale Consumatori, che le definisce come “deludenti” nonché “un passo indietro” rispetto alle rassicurazioni di fine anno, quando il Presidente del Consiglio aveva “ipotizzato un intervento oltre quello che era stato già deciso”. “Purtroppo in questo trimestre si concentra il 50% dei consumi di gas, mentre dal 15 aprile i caloriferi sono addirittura spenti. Quindi è evidente che un aiuto sarebbe ben più utile ora e non nei trimestri a seguire”, afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.