Caro benzina: prezzi alle stelle, verde e diesel sopra 2 euro al litro

10 Marzo 2022, di Mariangela Tessa

Non si arresta la corsa al rialzo della benzina e del gasolio. Complice la guerra russo-ucraina, la media del prezzo del diesel servito viaggia verso i 2,1 euro al litro, mentre si avvicina ai 2 euro nella modalità self, secondo gli ultimi raccolti da Quotidiano Energia. La verde invece è già sopra i 2,1 euro nel rifornimento con servizio.

Corposi rincari si registrano anche per i prezzi praticati del metano auto, che si posiziona tra 1,901 e 2,077. Una situazione che secondo gli analisti è destinata ad aggravarsi a causa della crisi in Ucraina, che ha acuito una tendenza che va avanti da mesi, aggravando una situazione di crisi generale alimentata dalla corsa dei prezzi del petrolio. 

Batosta per le famiglie: +525 euro a famiglia in un anno

Con una fiammata dei prezzi così significativa, le famiglie italiane rischiano di subire una nuova pesante batosta. Assoutenti calcola un aumento di +525 euro annui a famiglia in caso di auto a benzina, +558 euro in caso di auto diesel.

“Il conflitto scoppiato in Ucraina ha portato ad una velocissima impennata dei listini dei carburanti alla pompa, che già a partire dallo scorso novembre hanno registrato rialzi senza sosta – spiega il Presidente Furio Truzzi – rispetto ai prezzi medi in modalità self dello stesso periodo del 2021, oggi un litro di benzina costa in media il 28% in più, mentre per il gasolio si spende addirittura il 32,4% in più. Questo significa che per un pieno di verde occorre mettere in conto una maggiore spesa da +21,9 euro, mentre un pieno di gasolio è rincarato di 23,2 euro. Su base annua la maggiore spesa a famiglia solo per i rifornimenti raggiunge +525 euro in caso di auto a benzina, +558 euro in caso di auto diesel. Il governo – conclude – non può più tergiversare e deve intervenire con urgenza per sterilizzare l’Iva sui carburanti e ridurre il peso delle accise, in modo da calmierare i listini alla pompa ed evitare una catastrofe economica”.

Gestori pompe benzina sul piede di guerra

Ma, se questa situazione è insostenibile per i consumatori è ancor meno sostenibile per i gestori delle pompe di benzina che, indipendentemente dai rialzi dei prezzi, continuano a percepire 3 centesimi e mezzo al litro.
È quanto denuncia Enzo Nettis, presidente di Faib-Confesercenti, l’associazione dei gestori, annunciando che, come forma di protesta, da lunedì gli impianti self-service resteranno al buio durante le ore notturne. L’aumento medio delle bollette elettriche per i benzinai, secondo Nettis, “è del 135%; in un anno sarebbero 10.000 euro in più per ciascun un impianto. Così si mette a rischio la sopravvivenza stessa di molte imprese”.