“Carenza di liquidità” distorce analisi di mercato

25 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

A guidare le fluttuazioni di mercato successive a particolari eventi, quali oggi il saliscendi della lira turca in seguito all’elezione di Erdogan, sarebbe innanzitutto la carente liquidità: è quanto sostiene l’ex trader sul Forex e contributor di Bloomberg Richard Breslow.

“È la mancanza di liquidità a spingere i prezzi nell’immediato dopo ogni evento” e ciò “distorce l’analisi coerente di ciò che sta accadendo (…) Ed è tutto un circolo perché causa ed effetto si rafforzano rapidamente l’un l’altro”.

La rielezione del presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, viene messo in luce a titolo d’esempio, non sarebbe stata una grande sorpresa le probabilità visibili nei sondaggi. Eppure si è verificato un pronunciato saliscendi della lira, con un iniziale rialzo in seguito alla vittoria dello stesso Erdogan, controbilanciato da un calo nel giro di poche ore.

Come si spiegherebbe questa dinamica, forse con un errore di valutazione sulle sue chance di vittoria? L’idea di Breslow è diversa: i trader avevano posizioni corte sulla lira turca  non le avrebbero cambiate nonostante lo slancio per il trade si fosse arrestato la scorsa settimana.

 

Il calo del tre per cento sul cambio dollaro/lira è collegato completamente con i trader che avevano già comprato e nulla a che fare con quelli che “presumibilmente gradiscono certezze o hanno aspettative che un leopardo possa improvvisamente cambiare le sue macchie”. La diagnosi fornita da Radiocor è, invece, la seguente:

“La prima reazione dei mercati finanziari sugli asset turchi è stata positiva con acquisti sulla valuta locale, sui titoli di stato e sull’azionario ma si è probabilmente trattato di ricoperture dopo la pressione legata all’attesa del voto e alla possibilità che si aprisse una fase di incertezza politica nel Paese. Così non è stato e gli investitori sono tornati inizialmente a comprare favorendo un recupero generale di breve durata come pronosticavano gli analisti”.

La prospettiva di Breslow, in confronto, si sintetizza nel ritenere la “struttura del mercato come più determinante del market-making” e per questo si invita a considerare alcune posizioni speculative nette, come quelle al ribasso dei Treasury Usa.