Carabinieri: stupro all’Arma!

10 Settembre 2017, di Giovanni Falcone

Al netto della verità giudiziaria ch si cercherà di trovare, la vicenda dei due carabinieri – uno scelto ed un appuntato con venti anni di servizio – accusati dello stupro in danno di due studentesse americane, peraltro in stato confusionale per effetto dell’assunzione di alcool e marijuana, è sconvolgente.

L’episodio si sarebbe svolto in conseguenza dell’intervento della pattuglia in una discoteca di Firenze, a tarda notte, per sedare alcuni tafferugli, al termini dei quali gli stessi militari si sarebbero offerti di accompagnare le due studentesse con l’auto di servizio.

“Violenza sessuale, aggravata, commessa da due pubblici ufficiali in servizio”, questa è l’accusa dalla quale i militari dovranno difendersi.

Intanto sono stati ambedue sospesi per alcune violazioni oggettive commesse, a cominciare dal fatto di aver fatto salire sull’autovettura di servizio due persone senza alcuna ragione giustificativa – arresto o soccorso.

Dalle prime indiscrezioni emerse e riferite dalla stampa sembra che uno dei due protagonisti della vicenda abbia ammesso di aver avuto un rapporto sessuale, riferito dallo stesso come “consensuale” e quindi privo di alcuna rilevanza penale.

In attesa di conoscere l’esito degli accertamenti penso che il comportamento tenuto dai militari, laddove confermato, sia grave e vada stigmatizzato con la massima fermezza, perché trattasi di una condotta che ha esposto la credibilità dell’Istituzione in generale e dell’Arma dei Carabinieri in particolare. Come si fa a pensare che il presunto “consenso” al rapporto, se mai c’è stato, possa alleggerire o scongiurare le responsabilità che a mio avviso rimane a prescindere essendo avvenuta nel corso di un’attività di servizio.

Attendiamo serenamente l’esito degli accertamenti esprimendo solidarietà alle vittime – allo stato presunte – e all’Arma dei Carabinieri.