Capo Verde, sforzi per l’economia vanificati. Tutta colpa dei Piigs

17 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – E’ l’ultima pedina del domino targato Piigs, pur non essendo all’interno dell’eurozona. Si tratta di Capo Verde, l’isola che combatte da decenni per uscire dallo stato di povertà e raggiungere quello di economia a medio reddito.

Ora, tutti i suoi sforzi potrebbero essere vanificati proprio dai problemi che stanno affossando l’Europa, visto che l’isola intrattiene la gran parte dei suoi scambi commerciali con Portogallo e Spagna.

Il caso Capo Verde rappresenta un chiaro segnale di come l’economia globale sia sempre più collegata, attraverso il commercio e i mercati finanziari. Nel momento in cui gli investitori, sempre più spaventati dai problemi europei, corrono alla ricerca di asset rifugio e vengono colpiti dal fenomeno dell’avversione al rischio, si investe anche di meno, e si frena la crescita delle economie (con conseguente aumento della disoccupazione).

Capo Verde non può essere risparmiata da questo circolo vizioso, soprattutto se ha rapporti commerciali vitali con paesi direttamente coinvolti nella crisi, paesi che fanno parte degli stessi Piigs, come Portogallo e Spagna. Ed ecco che il paese fa così fronte allo spettro di una minore domanda per le sue esportazioni e a investimenti stranieri inferiori.

“Senza una soluzione alla crisi nell’eurozona, l’intera economia mondiale rischia di entrare in una spirale negativa di crollo della fiducia, bassa crescita e minore occupazione”, ha avvertito il Direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde. “Questo colpirà tutti i paesi e dunque abbiamo tutti interesse perché la crisi venga risolta”.