Caos Global Compact: cade governo belga, è crisi in Europa

19 Dicembre 2018, di Alessandra Caparello

Il Global Compact – accordo non vincolante dell’ONU sulla gestione dei flussi migratori – mette in crisi anche il governo belga. Il premier Charles Michel ha deciso di rassegnare le sue dimissioni al Re dopo la mozione di sfiducia avanzata dai Verdi e socialisti nei confronti del suo governo accusato di voler sottoscrivere il Global Compact.

Il Global Compact è un documento non vincolante  dellOnu che propone linee guida internazionali sull’immigrazione con una serie di obiettivi, fra cui miglior accesso ad assistenza sanitaria e istruzione per i rifugiati. L’Alleanza nazionalista neo-fiamminga (N-Va) si è sempre detta ostile al patto avviando una campagna molto forte come quella sposata, nel resto d’Europa, dalle principali forze della destra populista.

Vari i tentativi di dialogo avanzati da Michel che, di fronte alla proposta di un voto di sfiducia, ha fatto marcia indietro. Il Global Compact ha portato forti polemiche anche in Italia . Il 17 dicembre l’assemblea generale dell’Onu si era invece espressa sul Global compact per i rifugiati e in quel caso l’Italia ha votato a favore. Una decisione che ieri è stata accolta con soddisfazione da parte dei 5 stelle, mentre è stata fortemente contestata a destra (soprattutto da Fratelli d’Italia) e dalla Lega. O oggi il governo ha deciso di rinviare inviata la decisione sull’adesione dell’Italia al Global Compact.

“Il governo si impegna il governo a rinviare la decisione in merito all’adesione dell’Italia al Global Compact in seguito a un’ampia valutazione con riferimento alla sua effettiva portata”.

Così si legge nel testo della decisione. Nelle ultime ore era intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini.

Hanno provato in tutti i modi a farci firmare il global compact ma abbiamo resistito, a Marrakech si va in vacanza, non a firmare trattati.