Canone Rai: multa di 600 euro fino al carcere per chi non paga

29 Novembre 2021, di Alessandra Caparello

Oltre 600 euro di multa a cui possono essere associati addirittura 2 anni di carcere: è questa la sanzione in cui potrebbe incappare chi non paga il canone Rai.

Dopo i dovuti accertamenti della Guardia di Finanza, i contribuenti che non hanno versato il canone Tv inserito dal 2016 per volontà dell’ex governo guidato da Matteo Renzi nella bolletta per la fornitura dell’energia elettrica, magari perché non hanno pagato la bolletta, possono incorrere in sanzioni fino a 6 volte l’importo dell’imposta, arrivando così a pagare 540 euro, più gli arretrati e gli eventuali interessi. Si rischia inoltre una denuncia: chi ad esempio ottiene l’esenzione senza però averne diritto, può incorrere nel reato di falso ideologico, per la sottoscrizione di un documento contenente informazioni non vere e la pena può arrivare a 2 anni di carcere.

Canone Rai in bolletta: breve storia

Il Canone Rai Ordinario è un’imposta prevista per la detenzione nell’ambito familiare (abitazione privata) di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive.

Dal 2016 il canone è addebitato sull’utenza elettrica di tipo domestico residenziale. In caso di mancato addebito, occorre verificare con la propria impresa elettrica il tipo di contratto e controllare se il canone viene addebitato nella bolletta successiva. In caso contrario, l’importo dovuto deve essere versato utilizzando il modello F24.

Sono soggetti a canone tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva. Come riporta il sito Rai, ne consegue ad esempio che di per sé i personal computer, anche collegati in rete (digital signage o simili), se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone. Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore -come tipicamente un televisore- rimane soggetto a canone anche se successivamente privato del sintonizzatore stesso (ad esempio perché lo si intende utilizzare solo per la visione di DVD).

L’importo del canone per l’anno in corso è pari a 90€ e viene addebitato per famiglia anagrafica, indipendentemente dal numero di televisori posseduti, suddividendolo in 10 rate mensili da gennaio ad ottobre.

E’ possibile pagare il canone TV direttamente con addebito sulla pensione, ma è necessario farne richiesta al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello cui si riferisce l’abbonamento. L’agevolazione riguarda tutti i cittadini, titolari di abbonamento alla televisione, con un reddito di pensione, percepito nell’anno precedente a quello della richiesta, non superiore a 18.000 euro.

Chi è titolare di un’utenza elettrica per uso domestico residenziale, per evitare l’addebito del canone TV in bolletta, può dichiarare che in nessuna delle abitazioni dove è attivata l’utenza elettrica a loro intestata è presente un apparecchio tv sia proprio che di un componente della loro famiglia anagrafica, presentando la dichiarazione sostitutiva con l’apposito modello (Quadro A).
Inoltre, con lo stesso modello, i contribuenti titolari di un’utenza elettrica per uso domestico residenziale possono certificare la non detenzione, in nessuna delle abitazioni dove è attivata l’utenza elettrica ad essi intestata, di un ulteriore apparecchio televisivo oltre a quello per cui è stata precedentemente presentata una denunzia di cessazione dell’abbonamento televisivo per suggellamento, da parte del titolare o dei loro familiari (Quadro A). Il modello può essere utilizzato infine anche da un erede per dichiarare che nell’abitazione in cui l’utenza elettrica è ancora temporaneamente intestata a un soggetto deceduto, non è presente alcun apparecchio TV (Quadro A).

Ci sono poi categorie di soggetti esonerati dal pagamento del canone Tv. Un esempio gli ultra75enni,  con un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro e senza conviventi titolari di un reddito proprio (fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti). Tali soggetti  possono presentare una dichiarazione sostitutiva con cui attestano il possesso dei requisiti per essere esonerati dal pagamento del canone TV.

Canone fuori dalla bolletta?

Notizia recente è che il canone Tv potrebbe uscire dalla bolletta elettrica.  È quanto scrive ItaliaOggi, citando fonti della Commissione europea.

Dietro la decisione ci sarebbe l’impegno preso dal governo di Mario Draghi con Bruxelles per tagliare dai conti energetici oneri definiti impropri. Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, infatti, il premier ha promesso all’Unione Europea la cancellazione dell’obbligo per i venditori di elettricità di “raccogliere tramite le bollette somme che non sono direttamente correlate con l’energia”. L’imposta che finanzia la tv di stato sarà dunque presto tolta dai costi dell’elettricità attraverso la riforma relativa al mercato dell’energia e non mediante la legge annuale sulla concorrenza.