Elezioni Usa: candidati troppo vecchi, il tema della gerontocrazia

di Mariangela Tessa
13 Febbraio 2024 14:40

“Dopo Reagan, nessuno è troppo vecchio ” recitava una delle tante regole non scritte della politica americana. Ronald Reagan, che compì 70 anni meno di un mese dopo il suo arrivo alla Casa Bianca, aveva infranto il tabù dell’età avanzata. Ora che i due candidati alla Casa Bianca, viaggiano intorno agli 80 anni, questa regola appare decisamente obsoleta

Elezioni Usa: sfida tra anziani

Mentre si avvicina la data delle elezioni americane, in calendario il prossimo novembre, quello della gerontocrazia washingtoniana è uno dei temi più scottanti oltreoceano, non più celato dal patto bipartisan di non aggressione sui temi estranei alla politica.

L’aspetto più macroscopico della vicenda è rappresentato dall‘età anagrafica dei due candidati in corsa alla Casa Bianca: con i suoi 82 anni Joe Biden sarà il candidato più anziano nella storia Usa mentre Donald Trump con i suoi 78 gli è solo secondo (Bill Clinton, coetaneo di Trump, è in pensione dal gennaio 2001).

Tuttavia l’età del presidente americano Joe Biden sembra creare maggiore allarme di quella del suo probabile sfidante Donald Trump. Ormai non passa giorno in cui l’opposizione non martelli l’opinione pubblica americana sulla sua età avanzata, sulle gaffes verbali e sugli scivoloni.

La scorsa settimana, poi, il presidente è stato costretto a difendere pubblicamente lo stato della sua memoria dopo che il rapporto di un consulente speciale su alcuni documenti riservati ritrovati nel suo ufficio di vicepresidente, lo definiva “come un uomo anziano con scarsa memoria”, che faticava a ricordare persino la data di morte del figlio.

La questione anagrafica, che alimenta il dibattito politico americano, non si limita all’età dei candidati alla presidenza, ma si estende a tutto il Congresso. La scorsa estate, hanno fatto il giro del mondo le immagini del repubblicano ottantunenne Mitch McConnell rimasto immobile per venti secondi durante una conferenza stampa. A far discutere anche il caso della democratica novantenne Dianne Feinstein, che si è mostrata confusa nel corso di una votazione alla commissione giustizia del Senato.

La riluttanza ad andare in pensione dei politici, aveva scritto il New York Times in occasione di questi due incidenti, solleva dubbi fra gli elettori, molti dei quali convinti che sarebbe necessario imporre dei limiti di età. Mentre in molti settori di attività sono in vigore limiti di età, il Congresso finora ha mostrato ben poco interesse a politiche simili.

Sondaggio: l’86% degli elettori considera Biden troppo vecchio

E che il tema della gerontocrazia sia sempre più in cima al dibattito Usa lo dimostra un sondaggio Abc-Ipsos, che gela il presidente al termine di una settimana già nera. L’86% degli americani ritiene Joe Biden troppo anziano per un secondo mandato alla presidenza.  Anche se promosso sull’economia, Trump non sfugge al giudizio degli elettori sulla sua età: il 62% reputa anche lui troppo anziano per la presidenza.

L’ultima rilevazione di Abc conferma un trend emerso già nei mesi scorsi e al quale il partito repubblicano e quello democratico non hanno voluto prestare attenzione. Gli americani da un anno ribadiscono infatti di non volere una nuova sfida fra Biden e Trump: gli elettori vorrebbero un’alternativa e un cambio di passo che archivi la gerontocrazia della politica americana e lanci una nuova classe.