Canada: Ottimi rapporti con il Belpaese

29 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Fra Italia e Canada vi sono “rapporti ottimi” che vanno rafforzati attivando nuove energie. Così il ministro degli Esteri Massimo D’Alema inaugura, assieme al sottosegretario canadese degli Esteri Stewart Beck, il tavolo Canada che si è aperto ieri alla Farnesina con la partecipazione del ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione Luigi Nicolais, del sottosegretario agli Esteri Vittorio Craxi, dei presidenti delle Regioni Piemonte Mercedes Bresso e Marche Gianmario Spacca, di rappresentanti degli enti di ricerca e del mondo imprenditoriale italiano. Presente anche il ministro del Commercio internazionale Emma Bonino. All’incontro del mattino è seguito nel pomeriggio un evento imprenditoriale organizzato dalla Confindustria. “Partendo da un interscambio che nel 2006 è stato di 4 miliardi di euro, con una crescita dell’8 per cento rispetto al 2005, si puo’ ancora fare di più – afferma D’Alema – soprattutto nei settori degli investimenti reciproci, degli accordi di partenariato, della collaborazione nei settori ad alta tecnoligia, della condivisione delle innovazioni e dei risultati delle ricerche, della cooperazione tra Università. Questi snon i settori che offrono maggiori spazi per far salire di livello i rapporti tra i due Paesi”. “Esistono aree promettenti come tecnologie dell’informazione, nuovi materiali, biotecnologie, tecnologie ambientali, arespazio, difesa – prosegue D’Alema – che si aggiungono ad aree più tradizionali del made in Italy, come l’agroalimentare, i macchinari, la moda, che beneficiano di basi più consolidate ma che per questo non vanno trascurate”.
In questo ambito, ha notato il capo della diplomazia italiana, il compito del governo “è fornire un quadro di riferimento proprizio”. Per questo il governo ha avviato il processo di ratifica della convenzione con il Canada per evitare le doppi imposizioni sul reddito, della convenzione di sicurezza sociale del Trattato di estradizione. E’ stato inoltre da poco concluso un accordo sugli scambi giovanili, per esperienze di studio-lavoro nei due Paesi ai giovani tra i 18 e i 35 anni ed è stata avviata l’elaborazione di un nuovo programma esecutivo di collaborazione tecnologica.
“Ma il salto di qualità – sottolinea D’Alema – dipende in gran parte anche dagli imprenditori. In questo i due Paesi sono avvantaggiati dalla presenza di società civili attive e dalla presenza in Canada di una collettività di origine italiana numerosa e ben inserita”. Il rafforzamento nei rapporti economici si basa anche sulla realtà di ottimi rapporti bilaterali con un “paese amico” partner nel G8, la Nato, in operazioni internazionali come in Afghanistan, con il quale si condivide la sensibilità sui diritti umani, il multilateralismo e il ruolo dell’Onu. Per questo il governo italiano ha voluto intensificare le occasioni di contatto bilaterale a livello politico, senza dimenticare il prossimo vertice Ue-Canada il 4 giugno a Berlino. Fra gli incontri bilaterali, D’Alema ha voluto ricordare quello fra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il primo ministro canadese Harper a novembre a margine del vertice Nato a Riga i due viaggi del ministro Nicolais in Canada e quello del sottosegretario Craxi in ottobre. D’Alema, che ha più volte incontrato il collega MacKay, ha detto che sarà lieto di poterlo rivedere a Roma per la conferenza sull’Afghanistan del 3 e 4 luglio alla quale il capo della diplomazia canadese è stato invitato. Dal canto suo, il sottosegretario canadese Beck ha sottolineato l’interesse del suo Paese per attirare gli investimenti esteri e rafforzare la cooperazione tecnologica con le Università italiane.
Paese di grande estensione, ma con solo 33 milioni di abitanti, il Canada ha messo a punto un piano “Advantage Canada” per migliorare la propria competitività. Nell’offerta del Canada, figurano la bassa pressione fiscale, lo sforzo per migliorare l’afflusso di immigrati, l’alto livello di istruzione delle nuove generazioni, bassa disoccupazione e bassa inflazione e una moderna rete di infrastrutture.