BUSH ILLUSTRA L’AGENDA ROMANA

1 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 1 giu – La Stampa intervista George W. Bush alla vigilia del suo viaggio in Italia. “Vengo per discutere un’agenda basata sulla libertà” afferma il presidente statunitense. “Prodi sta facendo delle scelte difficili sull’Afghanistan e spero che la mia visita le rafforzerà. Voglio sedermi con Prodi e parlare con lui di quanto è importante l’impegno italiano in Afghanistan, ora e in futuro. Il ruolo italiano è importante, fa sapere agli afghani che esiste la volontà di aiutarli a consolidare la loro giovane democrazia. L’Italia dà importanti contributi nell’addestramento della polizia e dell’apparato giudiziario. Sono di valore”. Bush dice di condividere con Benedetto XVI, che incontrerà per la prima volta, “il valore della libertà universale”: “Credo che il Santo Padre è lieto del fatto che gran parte della nostra politica estera è basata sul principio secondo cui a chi molto è dato, molto è richiesto. Condivido con lui il desiderio di combattere la povertà e le malattie. Spendiamo 30 miliardi di dollari per combattere l’Aids in Africa, fra i molti che aiutano questi programmi per circa 30 milioni di persone vi sono enti cattolici. Sono orgoglioso dei tanti cattolici americani che si offrono volontari. Credo anche di condividere con Benedetto XVI il valore universale della libertà, che non è solo un’idea occidentale. Se il Papa vorrà, mi farà piacere parlare di Cuba e del suo desiderio di essere libera. Nel momento in cui c’è una transizione verso una nuova leadership il mondo deve lavorare per la libertà, non per la stabilità. In cima all’agenda non ci deve essere il nome di chi governa ma elezioni libere, stampa libera, liberazione dei prigionieri. Riguardo al Libano confermerò al Papa il sostegno al governo Siniora, il rafforzamento che ha avuto grazie al varo all’Onu del Tribunale sull’omicidio di Hariri e la nostra determinazione a impedire interferenze straniere. Sulla Cina dirò al Papa che gli parliamo con chiarezza delle libertà religiose, gli ricorderò che sono stato in una vera Chiesa in Cina e gli assicurerò che continueremo a batterci per i cattolici in Cina”.